16 ottobre 2019
Aggiornato 01:30
Mentre a Dresda ha luogo la marcia di Pegida

Migranti, lunedì di tensione dai Balcani alla Germania (passando per la Turchia)

Lunedì di tensione nei Balcani, dove migliaia di migranti sono rimasti bloccati dopo la chiusura della via di migrazione che attraversa l'Ungheria

BERKASOVO - Lunedì di tensione nei Balcani, dove migliaia di migranti sono rimasti bloccati dopo la chiusura della via di migrazione che attraversa l'Ungheria. Budapest ha eretto barriere ai confini con la Serbia e la Croazia, mentre anche la Slovenia è ormai diventata un passaggio obbligato per chi intende raggiungere il Nord dell'Europa. Ma Lubiana, questa mattina, ha annunciato di avere fermato alla frontiera più di 1.000 persone deviate verso il suo territorio da Zagabria, ed ha fatto sapere che limiterà l'accesso a 2.500 migranti al giorno. Intanto, la Germania ha denunciato «l'odio» del movimento islamofobo Pegida, prima della sua grande manifestazione di questa sera.

Bloccati in Serbia
Più di 10.000 persone sono rimaste bloccate in Serbia dopo aver attraversato la Macedonia durante il fine settimana. Circa 3.000 migranti restano in attesa nella città di confine di Berkasovo, sotto la pioggia battente, nel fango e al freddo. Alcuni di loro, compresi i bambini, sono a piedi nudi e senza indumenti adatti ad affrontare le basse temperature e la pioggia torrenziale. «La situazione rischia di diventare fuori controllo, è solo una questione di tempo», ha detto Jan Pinos, coordinatore di un gruppo di volontari. «Siamo saturi, la situazione è andata al di là delle nostre capacità, abbiamo urgente bisogno di una risposta da parte delle autorità serbe che sono assenti».

Il blocco dell'Ungheria
Da parte sua, l'Ungheria ha espresso soddisfazione per avere bloccato le sue frontiere, facendo notare che solo 41 migranti sono entrati nel paese nella giornata di ieri. Al confine croato-sloveno, dove centinaia di persone restano in attesa, le condizioni appaiono invece migliori. La grande maggioranza sostiene di voler raggiungere la Germania. Un treno con circa 1.800 persone a bordo è arrivato nella notte al posto di confine di Sredisce ob Dravi sul versante croato della Slovenia ma soltanto 500, «i più vulnerabili», tra cui una donna incinta e diversi bambini, sono stati autorizzati a passare la frontiera e a raggiungere il centro di registrazione, ha dichiarato il portavoce della polizia Bojan Kitel.

Turchia verso una restrizione? 
Il primo ministro islamico conservatore turco Ahmet Davutoglu, dal canto suo, ha avvertito che presto potrebbero restringersi anche i canali di accesso alla Turchia: non siamo «un campo di concentramento», ha spiegato, sottolineando che il suo Paese non intende accogliere in maniera permanente sul suo territorio i migranti che l'Unione europea non desidera. «Non possiamo accettare un accordo sulla base seguente: 'Dateci i soldi e restano in Turchia'. La Turchia non è un campo di concentramento», ha dichiarato, precisando di averne già discusso ieri a Istanbul con la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Tempi duri per la Merkel
Cancelliera che, in queste ore, è chiamata a far fronte al crescente sentimento anti-immigrati in Germania culminato con l'aggressione xenofoba ad Henriette Reker, eletta ieri sindaco di Colonia. Questa sera, il gruppo islamofobo Pegida sfilerà a Dresda, a partire dalle 18.30, per marcare il primo anniversario della sua nascita. «Lo ribadisco ancora perché purtroppo si tratta di un problema d'attualità: 'Non seguite coloro che hanno pregiudizi e anche l'odio nel cuore'», ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, ripetendo parole pronunciate dal capo del governo a inizio anno. Secondo l'Organizzazione internazionale delle migrazioni, nel 2015 almeno 600mila profughi - per lo più provenienti dalla Siria, dall'Afghanistan e dall'Iraq - sono arrivati in Europa. La Germania, principale meta di questi viaggi verso una speranza di futuro, si attende per quest'anno almeno 800mila migranti, anche se è noto che saranno molti di più.

(Con fonte Askanews)