20 gennaio 2020
Aggiornato 19:30
Vertice a New York dei delegati dei due Parlamenti

La Libia all'ONU: via l'embargo sulle armi

Nel suo intervento davanti all'Assemblea generale dell'Onu, ieri il presidente della Camera dei rappresentanti libici Agila Saleh Essa Gwaider ha rimarcato come l'Isis stia espandendo le sue aree di influenza in Libia, minacciando lo sviluppo democratico del Paese.

NEW YORK - La Libia è tornata a chiedere all'Onu la revoca dell'embargo sulle armi per far fronte alla minaccia posta dai jihadisti dello Stato islamico (Isis), alla vigilia del vertice a New York dei delegati due parlamenti libici che da oltre un anno si contendono il controllo del Paese, chiamati a siglare l'accordo di pace annunciato il 21 settembre scorso dall'inviato Onu Bernardino Leon.

Nel suo intervento davanti all'Assemblea generale dell'Onu, ieri il presidente della Camera dei rappresentanti libici Agila Saleh Essa Gwaider ha rimarcato come l'Isis stia espandendo le sue aree di influenza in Libia, minacciando lo sviluppo democratico del Paese. «Noi in Libia rappresentiamo una democrazia alle prime armi che sta cercando la propria strada per riuscire ad affermarsi nelle testa delle persone e favorire istituzioni trasparenti, democratiche, efficaci e stabili», ha rimarcato Gwaider.

In tale situazione, ha spiegato, nell'ultimo anno si sono imposti i jihadisti, che hanno preso il controllo delle città di Derna e Sirte, facendone le basi da cui imporre la propria autorità nel resto del Paese. Il popolo libico «respinge completamente la loro ideologia e resiste con tutti i mezzi a sua disposizione, sotto la guida delle autorità legittime», ha proseguito il presidente, criticando quindi l'indecisione del Consiglio di sicurezza dell'Onu sulla richiesta presentata dal governo di Tobruk per la revoca dell'embargo. «Tutti i paesi membri delle Nazioni Unite dovrebbero essere consapevoli della gravità della posizione assunta dal Consiglio di sicurezza e fare pressioni per la revoca dell'embargo all'esercito libico», ha sollecitato Gwaider.

Prima del suo intervento davanti all'Assemblea, il presidente libico ha incontrato il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, che domani parteciperà alla cerimonia per l'approvazione finale al piano di pace per la Libia. Nell'incontro con il presidente libico, Ban ha sottolineato l'urgenza di passi avanti nel dialogo politico, con l'auspicio di riportare pace e stabilità nel Paese del Nord Africa.

Intanto oggi i delegati dei due parlamenti si riuniranno a New York per accettare il documento; una volta approvato, le due parti libiche saranno chiamate a designare premier, due vicepremier e altri ministri. Ma, secondo una fonte occidentale ascoltata dal Libya Herald, la designazione dovrebbe avvenire una volta che i delegati torneranno a Skhirat, in Marocco, forse già domenica prossima.

(con fonte Askanews)