23 luglio 2024
Aggiornato 05:00
Per distribuire rifugiati e aiutare i Paesi terzi che li accolgono

Migranti, Merkel e Hollande: l'Ue deve fare ancora molti passi

Con il piano della Commissione europea in arrivo, Merkel e Hollande ricordano che l'Unione deve fare ancora molti passi per fronteggiare la crisi migratoria

BERLINO (askanews) - Il piano della Commissione europea sulle quote di suddivisione dei migranti in arrivo in Europa «è un primo passo», ha dichiarato la cancelliera tedesca Angela Merkel in conferenza stampa congiunta con il primo ministro svedese Stefan Lofven.

Sistema aperto d'asilo
«C'è un altro passo da fare perché né la Germania né la vicina Svezia possono determinare il numero dei rifugiati che dipende dalla situazione», ha spiegato Merkel aggiungendo che «è necessario un sistema aperto di ripartizione dei richiedenti asilo. Quest'anno si è verificato un numero inimmaginabile di arrivi». Lovfen ha aggiunto: «Non dobbiamo chiudere gli occhi davanti ai problemi. Dobbiamo affrontare questa grave crisi e trovare una posizione comune sull'asilo. Al Consiglio Europeo abbiamo sostenuto la nostra idea, ma non vediano quale sarà la soluzione vera e possibile».

Hollande: aiutare i Paesi più vicini
Intanto, il presidente francese Francois Hollande ha rivolto un appello a rafforzare gli aiuti ai Paesi vicini della Siria e dell'Iraq che accolgono i rifugiati provenienti da queste due realtà in difficoltà, nel corso di una conferenza internazionale a Parigi sulle minoranze perseguitate dallo Stato Islamico. «Se noi non aiutiamo di più i Paesi che accolgono, se noi non sosteniamo di più le famiglie che sono nei campi rifugiati o o sfollate nei Paesi vicini, allora ci saranno non solamente dei drammi, ma ci sarà ancora questo esodo che vediamo sotto i nostri occhi», ha sottolineato il capo dello stato. François Hollande, che ha inaugurato questa «conferenza internazionale sulla protezione delle vittime delle violenze etniche e religiose in Medio Oriente», ha parlato «dell'urgenza umanitaria» in Turchia, Libano e Giordania. Il presidente francese ha inoltre auspicato «una conferenza utile» che non faccia «soltanto la conta di disgrazie e atrocità" ma porti a "un piano di azione politica, umanitaria e giudiziaria».