23 luglio 2024
Aggiornato 05:30
L'avvertimento

Tusk e De Mistura: la crisi migratoria è solo all'inizio

Il Presidente Ue Tusk e l'inviato Onu De Mistura avvertono che la crisi migratoria che sta investendo l'Europa è soltanto all'inizio

BRUXELLES (askanews) - La crisi dei migranti in Europa è l'inizio di un «esodo» che rischia di durare anni. L'ha affermato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk «L'ondata attuale d'emigrazione non è un incidente casuale, ma l'inizio di un esodo vero e proprio, il che significa che noi dovremo affrontare questo problema anche negli anni a venire», ha spiegato Tusk in un discorso di fronte all'istituto Bruegel di ricerche a Bruxelles. «E' dunque - ha aggiunto - importantissimo apprendere come convinvere con la crisi senza accusarci l'uno con l'altro».

Superare le divisioni
Tusk ha fatto appello agli stati membri di superare le divergenze sull'afflusso dei migranti. «Non bisogna aver vergogna delle nostre emozioni», ha stimato, facendo cenno alla vicenda del piccolo Aylan, la cui foto da morto su una spiaggia turca ha sconvolto l'opinione pubblica europea. «La compassione - ha aggiunto - è una delle basi della solidarietà, ma per poter aiutare gli altri bisogna che noi siamo nello stesso tempo pragmatici».

Agire in Siria
Migliaia di nuovi rifugiati siriani busseranno alle porte d'Europa, se la comunità internazionale non risolverà il conflitto in Siria e continuerà a lasciare la popolazione nelle mani di gruppi come lo Stato islamico (Isis). Questa la facile profezia dell'inviato speciale delle Nazioni unite per la Siria Staffan de Mistura, in una conferenza stampa a Bruxelles.

Questa gente ha perso le speranze
«Perché questa gente parte? Perché hanno perduto tutte le speranze, dopo cinque anni di conflitto e dopo che non vedono che le vittorie del Daesh (Isis, in arabo)», ha detto de Mistura a margine di una conferenza stampa a Bruxelles. L'Isis, secondo de Mistura, è una minaccia concreta, che dovrebbe far suonare un campanello d'allarme nel mondo. "Sono a pochi chilometri soltanto da Damasco. L'Iran, l'Arabia saudita, la Turchia, la Russia: Daesh dovrebbe inquietare tutti", ha spiegato il diplomatico. Secondo l'inviato Onu, fino a un milione di siriani sono a rischio, mentre la guerra civile - che ha fatto 250mila morti da marzo 2011 - ha già provocato 11 miglioni di profughi, quattro milioni dei quali hanno lasciato il paese.