18 agosto 2019
Aggiornato 01:30
Con l'ok di 34 senatori, l'accordo con Teheran sarebbe salvo

Nucleare Iran, un solo voto all'approvazione del Senato

Manca solo un voto al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per raggiungere i 34 necessari in Senato per mettere al sicuro l'accordo sul nucleare iraniano

NEW YORK (askanews) - Manca solo un voto al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per raggiungere i 34 necessari in Senato per mettere al sicuro l'accordo sul nucleare iraniano, visto che per superare il veto presidenziale all'eventuale bocciatura del Congresso servirebbe la maggioranza in Aula dei due terzi. Il prossimo obiettivo della Casa Bianca sarà quello di raccogliere il voto favorevole di 41 dei 46 senatori, democratici per bloccare il voto di disapprovazione del Congresso ed evitando, così, al presidente di dover ricorrere al veto, un'eventualità che metterebbe in imbarazzo la Casa Bianca con i partner internazionali. Al momento, solo due senatori democratici si sono espressi contro l'intesa: Chuck Schumer e Robert Menendez.

Sostegno dei senatori
Ieri, altri due senatori hanno annunciato il loro sostegno all'accordo, a una settimana dal dibattito nelle Aule del Congresso: Bob Casey e Chris Coons; in particolare, la decisione di quest'ultimo, membro della commissione Esteri, dovrebbe avere un peso su quella degli ultimi indecisi, che sono undici, visto che in passato aveva espresso profonda preoccupazione per l'accordo raggiunto, dopo un lungo negoziato, con l'Iran e gli altri componenti del gruppo 5+1 (Russia, Cina, Regno Unito, Francia e Germania); ieri, anche il deputato democratico Adam Smith si è espresso a favore dell'intesa, così come il collega Hakeem Jeffries, di cui si conoscono i legami con i gruppi a sostegno di Israele.

Tre voti necessari
Oggi, riferisce il New York Times, sarà il senatore Chris Coons a rendere nota la sua posizione. Con almeno 31 senatori democratici che appoggiano l'intesa, la Casa Bianca ha bisogno di soli tre voti per raggiungere quota 34, rendendo impossibile l'aggiramento del veto in Senato. L'obiettivo massimo sarebbe però quello di raccogliere il voto favorevole di 41 dei 46 senatori democratici, sufficiente per bloccare il voto di disapprovazione del Congresso ed evitando, così, al presidente di dover ricorrere al veto.

Opera di convincimento
Nelle ultime settimane, Obama e il segretario di Stato, John Kerry, hanno lavorato per convincere i membri di Camera e Senato della necessità di approvare l'intesa raggiunta, dopo un lungo negoziato, con l'Iran e gli altri componenti del gruppo 5+1 (Russia, Cina, Regno Unito, Francia e Germania). Kerry ha detto che l'intesa è «l'unica chance per fermare il nucleare iraniano» e Obama ha più volte assicurato che gli Stati Uniti vigileranno su Teheran e che l'opzione militare «resta possibile» se l'Iran «dovesse cercare di ottenere un'arma nucleare».