17 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Perplessità soprattutto tra i conservatori americani

Abbiamo un Papa «comunista»?

C'è chi lo ama e chi lo odia. Ma una questione, in particolare, incuriosisce i fedeli, soprattutto i più conservatori: Papa Francesco è «comunista»? I suoi discorsi anti-capitalismo lo fanno sospettare...

CITTA’ DEL VATICANO – C’è chi lo ama e chi lo odia. Mai nessun Papa come Francesco ha tanto polarizzato i sentimenti dei Cristiani in giro per il mondo. I suoi discorsi schietti hanno fatto discutere; le sue manifestazioni di tolleranza sono state interpretate come storiche aperture alla comunità gay. Ma c’è una questione, soprattutto, che sembra incuriosire i fedeli, e che fa capolino dalle colonne della BBC: questo Papa è comunista?

Un Papa nemico del capitalismo
La sua costante critica all’economia di mercato e al capitalismo ha messo la pulce nell’orecchio ai più conservatori. Che certo avranno rabbrividito nel sentire le parole di Raul Castro a seguito del suo incontro con Bergoglio: «Se il Papa continua così, tornerò a pregare e ad andare in Chiesa». E un Papa tanto apprezzato da Cuba non può che creare perplessità agli americani. In effetti, per Stephen Moore, economista del think tank Heritage Foundation, «c’è grande perplessità tra i Cattolici negli Stati Uniti»: «Penso che questo sia un Papa con chiari influssi marxisti», ha dichiarato.

Le perplessità dei Tea Party americani
Stephen Moore si trova però in buona compagnia. Il commentatore radiofonico americano Rush Limbaugh ha dedicato all’enciclica Evangelii Gaudium una puntata della sua trasmissione dal titolo sibillino: «È triste quanto sbagli Papa Francesco (a meno che non sia una traduzione deliberatamente manipolata dalla sinistra)».  Ad avviso di Limbaugh, il Pontefice sarebbe ipocrita ad attaccare quello stesso capitalismo che tiene in piedi i Sacri Palazzi, perché il Vaticano «non esisterebbe, senza tonnellate di soldi. [...]È puro marxismo, che esce dalla bocca del Papa». Ma Libaugh non si è fermato qui: «La Chiesa cattolica americana ha un bilancio annuale da 170 miliardi di dollari», ha ricordato.  «La Chiesa è il principale proprietario edile a Manhattan. [...] Non potrebbero operare come fanno, senza un sacco di soldi». Addirittura, Jonathon Moseley, esponente del Tea Party, ha scritto sul World Net Daily che «Gesù sta piangendo in Paradiso per le parole del Papa», sostenendo provocatoriamente che lo stesso figlio di Dio sarebbe «un capitalista».

Lontani i tempi di Wojtyla
Insomma, nella terra del capitalismo per eccellenza, Francesco deve far fronte a un’opposizione piuttosto nutrita, che guarda con nostalgia a Giovanni Paolo II: un Papa che, avendo vissuto la dominazione sovietica e stalinista, imparò a guardare al comunismo come a un nemico. Una distanza ben rappresentata dall’atteggiamento dei due Pontefici nei confronti della Teologia della Liberazione: per Wojtyla un’ideologia semi-marxista e anche violenta; per Francesco una teologia che presenta, perlomeno, principi condivisibili: tanto che sotto il suo pontificato è stato proclamato beato Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, considerato vicino a tale dottrina.

Comunista o provocatore?
Insomma: Papa Francesco è comunista? Per la BBC, no. Certo, la sua interpretazione della dottrina sociale della Chiesa è più radicale di quella dei suoi predecessori, e il suo talento per la provocazione piuttosto spiccato. Ma è stato lo stesso Bergoglio, poco più di un anno fa, a fugare ogni dubbio: «Ho sentito, due mesi fa, che una persona ha detto: 'Ma, questo Papa e' comunista!'. E no! L'amore ai poveri è una bandiera del Vangelo, non del comunismo: del Vangelo!». E ai Cattolici, specie a quelli più conservatori, non rimane che credergli.