17 febbraio 2020
Aggiornato 15:30
Da stasera

Cameron vs. Juncker: al via le trattative per scongiurare un Brexit

Il premier britannico David Cameron si prepara ad accogliere stasera il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker dando il via all'offensiva diplomatica per ottenere una serie di riforme dell'Unione europea prima del referendum britannico sull'appartenenza alla Ue.

LONDRA (askanews) - Il premier britannico David Cameron si prepara ad accogliere stasera il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker dando il via all'offensiva diplomatica per ottenere una serie di riforme dell'Unione europea prima del referendum britannico sull'appartenenza alla Ue.

Votano solo i cittadini
Oggi Downing Street ha fatto sapere che la larghissima maggioranza dei cittadini Ue residenti in Gran Bretagna non potranno votare al referendum. Una fonte dell'ufficio di Cameron ha detto che è importante che siano i cittadini britannici, irlandesi e del Commonwealth «quelli che decidono» in un voto cruciale. Cameron e Juncker avranno una «cena di lavoro» nella residenza di campagna del premier di Chequers prima degli incontri di Cameron con la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande nei prossimi giorni.

Il perdono di Juncker
Nonostante i tentativi di Cameron di bloccare la sua nomina a presidente della Commissione, Juncker si è detto «pronto a lavorare» con il premier, appena rieletto, «per raggiungere un accordo equo con la Gran Bretagna». Cameron nella campagna per la sua rielezione alla guida del governo britannico ha promesso di tenere un referendum sull'appartenenza alla Ue nel 2017. Il premier britannico vuole discutere con i leader europei temi quali immigrazione, previdenza e poteri di rifiutare un'ulteriore integrazione prima del referendum che potrebbe tenersi nel 2016.

L'offensiva di Cameron
Giovedì e venerdì Cameron visiterà una serie di capitali europee, incontrando i leader di Danimarca, Olanda, Francia, Polonia e Germania alla ricerca di un sostegno e conta di parlare con tutti gli altri prima del Consiglio europeo di fine giugno. L'offensiva diplomatica di Cameron per la verità è già partita venerdì quando ha partecipato al vertice del partenariato orientale a Riga, il primo appuntamento internazionale dopo la rielezione due settimane prima. Cameron si è detto «fiducioso» di poter raggiungere un'intesa, ma ha avvertito che ci saranno «molti clamori, molti alti e bassi lungo la strada» perchè i partner europei vorranno mettere in questione le proposte di Londra.

Partecipazione limitata
In una nota oggi l'ufficio di Cameron ha specificato che la partecipazione al referendum si basa su quella del voto «politico», escludendo quindi i cittadini dei Paesi europei residenti in Gran Bretagna. Nelle elezioni politiche votano i residenti nel Regno unito di cittadinanza britannica, irlandese o di uno dei Paesi del Commonwealth che abbiano compiuto 18 anni. Tra gli europei hanno quindi diritto di voto i maltesi e i ciprioti. I cittadini Ue possono votare alle elezioni locali e quelli che vivono in Scozia hanno votato nel referendum sull'indipendenza del 2014.