6 dicembre 2019
Aggiornato 15:31

Cameron II: tra continuità, quote rosa ed euroscettici

Quattro giorni dopo la inaspettata vittoria alle legislative, il Primo ministro David Cameron ha completato in mattinata la lista dei principali ministri della sua nuova squadra di governo che appare caratterizzata da una sostanziale continuità, oltre che da una maggiore rappresentanza di donne e di euroscettici.

LONDRA (askanews) - Quattro giorni dopo la inaspettata vittoria alle legislative, il Primo ministro David Cameron ha completato in mattinata la lista dei principali ministri della sua nuova squadra di governo che appare caratterizzata da una sostanziale continuità, oltre che da una maggiore rappresentanza di donne e di euroscettici.

Volontà di continuità
Fin dall'indomani del voto, Cameron aveva mostrato la volonta di continuità, riconfermando i quattro pesi massimi del suo precedente esecutivo: George Osborne alle Finanze, Theresa May all'Interno, Philip Hammond agli Esteri e Michael Fallon alla Difesa. Alcune altre nomine erano arrivate durante il fine settimana fra cui quella di Michael Gove alla Giustizia, di Nicky Morgan all'Educazione (riconferma) e dell'euroscettico Mark Harper come capo della maggioranza parlamentare. Prima di incontrare i deputati oggi a fine mattinata, Cameron ha infine proceduto alla nomina di un'altra decina di ministri, fra cui le donne Amber Rudd all'Energia e al Cambiamento climatico e Priti Patel al Lavoro.

Priorità: rinegoziazione appartenenza all'Ue
L'eccentrico sindaco di Londra, Boris Johnson, impegnato ancora per un anno nel governo della capitale, non ha ricevuto nessun portafoglio ma il diritto di assistere a riunioni politiche di governo. Una situazione che potrebbe cambiare l'anno prossimo, quando sarà scaduto il suo mandato di sindaco. Sempre oggi a fine mattinata Cameron ha presentato ai suoi deputati le priorità di questo secondo mandato, fra cui una delle più importanti è la rinegoziazione del posto del Regno Unito nell'Unione europea.

Ripristinare un senso di giustizia
Dopo un primo mandato incentrato sulle «riparazioni e la ripresa» dopo la crisi finanziaria, il leader conservatore intende concentrare le sue energie per «ripristinare un senso di giustizia» nella società, ha detto incontrando i suoi neoeletti deputati, secondo le anticipazioni pubblicate dalla stampa britannica. «Faremo in modo che la nostra ripresa economica coinvolga l'intero Paese», ha detto il premier di un Paese in cui la maggior parte della popolazione non ha ancora potuto godere dei benefici derivati dalla riprese dell'economia.

Rinnovare le relazioni con l'Europa
«Rinnoveremo anche le nostre relazioni con l'Europa, cercando di assicurarci un miglior accordo per i britannici», ha aggiunto Cameron, che ha ribadito subito dopo la sua elezione la promessa di indire un referendum sull'adesione del Regno Unito all'Ue «entro la fine del 2017». Il primo ministro, che ha ancora una volta ricordato di essere personalmente per il mantenimento del Regno Unito in una Ue riformata, ha già telefonato ai suoi omologhi europei durante il weekend. Vuole in un primo tempo tentare di rinegoziare le condizioni di appartenenza all'Ue, ottenendo in particolare un diritto di veto sulle decisioni che il Regno Unito ritenga che ledano i suoi interessi nazionali.