13 novembre 2019
Aggiornato 19:30
Respinto l'appello del fondatore di Weakileaks dalla Corte suprema di Svezia

Nessun annullamento del mandato di arresto per Assange

La Corte suprema svedese ha respinto l'appello del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, che chiedeva l'annullamento del mandato di arresto spiccato nei suoi confronti per accuse di stupro e aggressione sessuale.

STOCCOLMA (askanews) - La Corte suprema svedese ha respinto l'appello del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, che chiedeva l'annullamento del mandato di arresto spiccato nei suoi confronti per accuse di stupro e aggressione sessuale.

Nessun motivo per togliere il mandato di arresto
«La Corte suprema nota che gli inquirenti hanno avviato un iter per interrogare Julian Assange a Londra e non trova alcun argomento per togliere il mandato di arresto», scrive in una nota il più alto tribunale di Stoccolma.

Indagato per stupro
Assange è indagato per stupro, un dossier che lui dichiara «montato ad hoc», e dal 2012 ha trovato rifugio nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra.

Estradazione verso gli Usa?
Le autorità giudiziarie svedesi hanno proposto lo scorso marzo di interrogare a Londra il fondatore di WikiLeaks, che teme, in caso si rechi in Svezia per la deposizione, di essere estradato verso gli Usa, che intendono processarlo per la pubblicazione nel 2010 di mezzo milione di documenti secretati dalla difesa. Assange secondo i suoi legali ha accettato di essere interrogato a Londra.