27 gennaio 2021
Aggiornato 14:00
Triste notte per i laburisti

Il trionfo di Cameron

Il premier britannico David Cameron si prepara a restare a Downing Street per altri cinque anni, mentre il suo partito conservatore a sorpresa potrebbe avere la maggioranza assoluta in Parlamento, stravolgendo tutti i pronostici che lo volevano testa a testa con i laburisti.

LONDRA (askanews) - Il premier britannico David Cameron si prepara a restare a Downing Street per altri cinque anni, mentre il suo partito conservatore a sorpresa potrebbe avere la maggioranza assoluta in Parlamento, stravolgendo tutti i pronostici che lo volevano testa a testa con i laburisti e obbligato a ricorrere a un esecutivo di coalizione, se non relegato all'opposizione. Una scelta, quella dei cittadini britannici, che potrebbe avere importanti conseguenze sul futuro europeo di Londra e preludere ad altri cinque anni di austerità sul piano economico.

La sconfitta di Miliband
Umiliante sconfitta, anche sul piano personale, per il leader laburista Ed Miliband che nelle ultime settimane era stato incoraggiato dai sondaggi a sperare di arrivare al «number 10»: invece, oggi sono attese le sue dimissioni dalla guida del partito. Travolto il partito liberaldemocratico del vicepremier Nick Clegg, anche lui in uscita dopo la batosta. Trionfa lo Scottish National Party, la formazione indipendentista scozzese, che ottiene 56 seggi sui 59 in palio nella nazione, la grande maggioranza dei quali strappati ai laburisti.

La grande nottata dei conservatori
«E' chiaramente una grande nottata per i conservatori» ha detto Cameron dopo la sua rielezione nel collegio di Witney, nell'Oxfordshire. Stamani il premier è tornato a Downing Street con la moglie Samantha e si recherà dalla regina Elisabetta II a Buckingham Palace alle 13,30 italiane, dove dovrebbe ricevere l'incarico di formare un nuovo governo. Cameron ha detto che ora il Regno unito «deve tenere» il referendum da lui promesso sull'appertenenza all'unione europea entro il 2017, alimentando i timori di una «Brexit».

Ha vinto l'austerity
Cameron sembra aver vinto le elezioni anche grazie alla sua politica economica di austerità, che ha consentito alla Gran Bretagna di uscire da una doppia recessione. Il governo ha in programma altro 90 miliardi di sterline di tagli di spesa, circa 120 miliardi di euro. La sterlina e la borsa di Londra hanno festeggiato la vittoria conservatrice, ma soprattuto il risultato molto più netto delle attese.

La notte deludente dei laburisti
Miliband ha registrato una «notte molto deludente e difficile». "Non abbiamo avuto l'avanzata che volevamo in Inghilterra e Galles, mentre in Scozia abbiamo visto un boom del nazionalismo che ha sopraffatto il nostro partito" ha detto Miliband parlando ai suoi elettori a Doncaster, prima di tornare a Londra dove sono attese le sue dimissioni. Tra gli esclusi eccellenti da Westmionster il cancellieri ombra laburista Ed Balls, battuto per una manciata di voti da una matricola conservatrice. Il Labour ha perso 40 seggi in Scozia: uno di questi è andato alla ventenne del Snp Mhairi Black, che è diventata così la la più giovane deputata britannica dal 1667. Nottata orribile per i Lib-Dem che potrebbero perdere 47 dei 57 seggi ottenuti nel 2010. Clegg ha parlato di una notte «crudele e punitiva».

Il successo dell'Snp
Il successo dell'Snp potrebbe convincere Edinburgo a riproporre un referendum sull'indipendenza scozzese, nonostante la sconfitta con il 55% di no della consultazione di settembre. "E' una straordinaria dichiarazione d'intenti del popolo scozzese. Il leone scozzese ha ruggito stamani in tutto il Paese" ha detto l'ex leader del Snp Alex Salmond, eletto nel seggio di Gordon. L'attuale leader del partito, Nicola Sturgeon, non ha voluto parlare dell'eventualità di un nuovo voto, ma gli esperti dicono che non è da escludere che torni d'attualità soprattutto se ci sarà un referendum sulla Ue. Sotto la pressione dell'ala dura del suo partito e degli euroscettici Ukip Cameron ha promesso di rinegoziare l'appartenenza all'Unione europea e di ascoltare la voce degli elettori tra due anni. L'Ukip sperava in un'avanzata al voto, ma ha perso uno dei suoi di seggi e il suo leader Nigel Farage è stato escluso da Westminster.