17 agosto 2019
Aggiornato 19:00
Cameron, Miliband e Clegg impegnati a convincere indecisi

Gb, le ultime ore per giocarsi gli indecisi

Ultimo giorno di febbrile campagna per i leader dei principali partiti britannici per le legislative di domani, il cui esito si preannuncia tra i più incerti della storia del Regno Unito, facendo paventare lo spettro dell'ingovernabilità.

LONDRA (askanews) - Ultimo giorno di febbrile campagna per i leader dei principali partiti britannici per le legislative di domani, il cui esito si preannuncia tra i più incerti della storia del Regno Unito, facendo paventare lo spettro dell'ingovernabilità.

Nè conservatori nè laburisti avranno la maggioranza assoluta
Anche i sondaggi delle ultime ore confermano, come è stato regolarmente il caso almeno dall'inizio dell'anno, che nessuna delle due maggiori formazioni, Conservatori e Laburisti, sarà in grado di conquistare la maggioranza assoluta alla House of Commons, aprendo la prospettiva di un secondo governo di coalizione, nell'ipotesi più ottimistica. O di scenari che fanno quasi gridare allo scandalo per il Paese tempio del bipartitismo, come quello di un esecutivo di minoranza o, ancora più fantapolitico, di un ritorno alle urne in tempi previ.

La corsa al voto di Cameron, Miliband, Clegg
Tutte ipotesi per cui Tories e Labour, a cui l'ultimo poll della Bbc attribuisce rispettivamente il 34% e il 33% delle intenzioni di voto, si stanno preparando da tempo. Nel disperato tentativo di evitare questi scenari o per lo meno di apparire in posizione di forza quando sarà il momento di avviare le trattative, David Cameron e Ed Miliband, insieme al leader dei Liberal democratici Nick Clegg - consapevole ormai di essere l'unico partner di una coalizione che possa considerarsi legittima visto che l'alternativa è un governo di minoranza con l'appoggio esterno degli indipendentisi scozzesi - continueranno anche oggi a percorrere in lungo e largo il Paese con l'obiettivo di convincere l'esercito degli indecisi, che viaggiano intorno a circa il 20%. La parola passerà poi agli elettori, con le urne aperte domani dalle 7 alle 22 locali (le 8 e le 23 in Italia).

La campagna di Cameron
Cameron è atteso nel Nord Ovest dell'Inghilterra, poi salterà in Scozia e quindi nelle Midlands,(centro del Paese) mentre Miliband è impegnato nelle costituency più indecise nel Nord e Clegg sarà in Scozia per tentare di assicurarsi i seggi che solitamente si porta a casa fra queste lande. Cameron ha rinnovato anche oggi il suo attacco ad una eventuale alleanza fra il Labour e gli scozzesi dell'Snp, che dovrà fare i conti con «seri problemi di credibilità». Non prima di aver detto che il Paese è più forte rispetto a cinque anni fa e che metterà in campo la stessa squadra di governo che ha reso possibili questi risultati. Il premier uscente ha promesso che metterà «il Paese al primo posto» indipendentemente dal risultato elettorale impegnandosi a formare un governo «stabile e forte».

Gli sfidanti Miliband e Clegg
Costretto a pronunciarsi sulle sue reali intenzioni con l'Snp - i Tories lo accusano da tempo di trattare sottobanco, Miliband ha dovuto promettere che non ci sarà nessun «mercanteggiamento» con i nazionalisti scozzesi. Non prima di ricordare la priorità di questa sua campagna: favorire le classi meno fortunate e contrastare il privilegio. E Nick Clegg, il cui partito centrista è stato il partner di minoranza nella coalizione uscente a guida Tory, sta tenendosi tutte le porte aperte, aprendo manifestamente al Labour con il quale per altro condivide, punto di frizione con i Tory, la sua opposizione ad un referendum sull'uscita del Regno Unito dall'Ue. «Senza i Lib-Dem, il Labour o i Conservatori non avranno altra scelta che quella di guidare uno instabile governo di minoranza che dipenderà dall'Snp e dall'Ukip (l'eurofobo e populista partito di Farage) da una parte e dal Dup dall'altra (partito nordirlandese)», ha detto Clegg, secondo delle anticipazioni della Bbc. «Siete di fronte alla più importante scelta politica della vostra vita», ha aggiunto sempre il capo dei Lib Dem, che non sembrerebbe dispiaciuto di cambiare partner di coalizione dopo cinque anni trascorsi nella totale ombra di Cameron.

Sturgeon ago della bilancia
Decisa a portare a casa tutti i seggi che i sondaggi le promettono da settimane per poter così influenzare il prossimo esecutivo - sue testuali parole - la leader dell'Snp Nicola Sturgeon chiuderà questa campagna ad Edimburgo. In queste ultime ore è alle prese con un gioco di equilibrismo, tentando di guadagnarsi i voti degli unionisti da una parte, affermando che un governo centrale che escluda gli scozzesi non potrà considerarsi legittimo - e assicurando il resto dei britannici che nel suo cuore c'è sempre un posto anche per loro.