6 dicembre 2019
Aggiornato 01:00

Non c'è pace per la famiglia Le Pen

Sono volate parole grosse, tra padre e figlia, in questi ultimi mesi, e l'epilogo è stato incontrovertibile: la revoca della presidenza onoraria del Front National al suo fondatore. Ma la saga Le Pen dura dal 1987, almeno dal divorzio di Jean-Marie seguitissimo dalla stampa, con la moglie finita su Playboy per ripicca.

PARIGI (askanews) - Sette mesi fa la leader della destra francese Marine Le Pen se n'è andata sbattendo la porta dalla casa del padre Jean-Marie dopo che il doberman del genitore ha sbranato il suo gatto. Solo un assaggio della guerra esplosa all'inizio di aprile nel Front National - e culminata ieri con la sospensione di Jean-Marie dal partito da lui fondato per volere di Marine che lo guida dal 2011 - ma anche nella famiglia Le Pen, abituata da cinquant'anni a liti furibonde e rotture clamorose. Dall'ex moglie che per vendetta comparve nuda su Playboy al tradimento e alla «scomunica» della figlia maggiore, il patriarca Jean-Marie Le Pen, 86 anni, ha una storia familiare colorita quanto le sue controverse dichiarazioni sull'Olocausto.

Una famiglia modello
Ma non è sempre stato così. Un tempo i Le Pen erano una famiglia modello: una padre orgoglioso, la bella moglie Pierrette e tre figlie biondissime nella casa di famiglia fuori Parigi. Poi le prime crepe. Nel 1987, Jean-Marie e Pierrette si imbarcarono in un divorzio difficile e doloroso, seguito nei minimi dettagli dalla stampa francese. In una disputa pubblica sempre più feroce, lei per umiliarlo posò nuda per un paginone di Playboy che non lasciava nulla all'immaginazione. Poi si guastò il rapporto con la primogenita Marie-Caroline, che sostenne un rivale del padre in una scissione del Fn e fu subito bandita dalla famiglia. «I nostri figli a volte e i nostri nipoti ci danno grandi gioie. Ma qualche volta a anche preoccupazioni e dolori» ha detto in una recente intervista Jean-Marie, che è ritenuto molto vicino alla nipote Marion Marechal Le Pen, stella nascente del partito. Ma anche Marion ha definito le ultime sortite del nonno sul nazismo «inutili provocazioni».

Una lite che ha quasi spaccato il Front National
Quest'ultima lite nella famiglia Le Pen ha rischiato di spaccare il Front National e si è svolta sotto la luce impietosa dei riflettori dei media. L'86enne, soprannominato il «Menhir», per le sue origini bretoni ma anche per la sua inamovibilità, come quella degli antichi monoliti sacri ai celti, aveva ribadito la sua convinzione che le camere a gas naziste siano «un dettaglio della storia»«Mi sta davvero scocciando» era stata la reazione di Marine, oggi presidente del partito, impegnata a ripulirne l'immagine razzista e anti-semita. Poi era partita la sua, spietata, offensiva media: il padre sta commettendo un «suicidio politico», sarà sottoposto ad azione disciplinare e non verrà candidato alle prossime regionali. E allora via alle ostilità aperte: Jean-Marie aveva accusato la figlia di «spararsi sui piedi». E lo strale: «forse Marine Le Pen mi vuole morto, ma non può contare sulla mia collaborazione».

Il padre tradito
Marine aveva detto che la lite la addolorava, ma le sue responsabilità politiche sono più forti dei doveri filiali verso l'uomo che in pubblico chiama semplicemente «Le Pen». La strategia di Marine è di mostrare un volto più presentabile all'opinione pubblica, ma mamma Pierrette è impietosa: è «il clone assoluto di suo padre». E lui? Lui si sente tradito: «sono sempre quelli più vicini che ti tradiscono» aveva dichiarato in una recente intervista.