25 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Una delle prospettive più probabili

Le elezioni britanniche più incerte della storia

Che cosa accadrà nel caso in cui, come probabilmente avverrà, le elezioni britanniche non avranno vincitori certi? Lo scrutinio elettorale sarà tra i più incerti mai visti, scenario evitabile solo se Labour o Tories, i due maggiori partiti, otterranno la maggioranza assoluta del 650 seggi di Westminster in palio.

LONDRA (askanews) - Otto maggio, il giorno dopo le elezioni. La Gran Bretagna si sveglia senza sapere chi ha vinto davvero. Comincia un negoziato che si annuncia serrato e potenzialmente lungo: è l'esito più probabile di uno scrutinio elettorale tra i più incerti mai visti, che si può evitare solo se Labour o Tories, i due maggiori partiti, otterranno la maggioranza assoluta del 650 seggi di Westminster in palio.

L'eventualità della mancanza di vincitori
Nell'eventualità, ritenuta molto improbabile, la cosa si risolve in fretta: il premier conservatore David Cameron riparte per un nuovo mandato di cinque anni, o si dimette e lascia le chiavi del numero 10 di Downing Street al rivale laburista Ed Miliband. Gli esperti scommettono invece su un complesso negoziato per determinare quale campo sarà meglio posizionato per ottenere la fiducia del parlamento e superare lo scoglio del discorso della Regina il 27 maggio.

L'asso delle alleanze
La regola del gioco: non è detto che il partito che avrà il maggior numero di seggi sarà quello che governerà. E' questione di numeri: se i Tories avranno 280 seggi e il Labour 250, quest'ultimo potrà comunque superare il rivale alleandosi ad esempio con i nazionalisti scozzesi o i liberaldemocratici. I negoziati potrebbero durare fino a due settimane, o andare anche oltre. La regina Elisabetta II sarà tenuta al corrente, ma non interverrà. Per segnare la sua distanza, la sovrana risiederà nel castello di Windsor e non a Buckingham Palace, nel cuore di Londra. 

Intesa con liberaldemocratici e nordirlandesi per Cameron?
David Cameron tenterà in primo luogo di trovare un'intesa con i liberaldemocratici e i nordirlandesi del Dup. Se ci riuscirà, guiderà il nuovo governo. In caso contrario dovrà dimettersi e chiedere alla regina di affidare l'incarico di formare il nuovo governo a Ed Miliband. Per governare, Tories e Labour dovranno quindi trovare alleati, sia in coalizione, sia nell'ambito di un governo di minoranza, in cui i partiti principali, governando soli, godrebbero dell'appoggio esterno di altre formazioni.

I partiti più corteggiati
Due partiti sono particolarmente corteggiati: i liberaldemocratici, partner dei conservatori al governo, che stavolta potrebbero tranquillamente scegliere il matrimonio con i laburisti. E gli indipendentisti scozzesi del SNP, che con il loro previsto boom saranno i veri guastafeste. I centristi Lib-Dem, per i quali i sondaggi prevedono 25 seggi, hanno già detto che parleranno innanzitutto con il partito che avrà il maggior numero di seggi. A sinistra l'Snp, che potrebbe sottrarre ai laburisti più di 40 seggi in Scozia, ha come primo obiettivo di «sbarrare la strada ai Tories». Ma il Labour è imbarazzato dei successo degli indipendentisti e ha escluso coalizioni formali con loro. Uno scenario citato spesso è quello di un'alleanza su singoli temi.

Combinazioni vincenti?
Altri partiti potrebbero essere utili per formare una «combinazione vincente». E' il caso del Dup nordirlandese (destra, otto deputati uscenti), del gallese Plaid Cymru (sinistra, 5 deputati), dei verdi (una deputata) o anche dell'Ukip (due deputati). I testi dicono che per governare "occorre avere la fiducia della Camera dei Comuni». Per questo il primo test del nuovo esecutivo sarà il discorso della Regina, il 27 maggio, con il quale Elisabetta aprirà la sessione parlamentare esponendo il programma di governo. Dopo vari giorni di dibattito la Camera sarà chiamata a votare quella che è apparentemente una mozione di fiducia. Se il governo non vince, la consuetudine richiede che si dimetta. L'opposzione potrà allora tentare la sorte a sua volta, ma se non riuscirà a a trovare un'alternativa accettabile, un nuovo voto in autunno non potrà essere evitato.