27 gennaio 2021
Aggiornato 14:30
A tre giorni dalle elezioni britanniche

Scontro di visioni, ma sempre sul filo del rasoio

Ultimi tre giorni di campagna elettorale in Gran Bretagna, dove conservatori al governo e laburisti si fronteggiano per ottenere la maggioranza dei seggi in parlamento, mentre i partiti minori, che giocheranno un ruolo fondamentale nelle alleanza del dopo voto, si schierano a difesa di propri spazi elettorali.

LONDRA (askanews) - Ultimi tre giorni di campagna elettorale in Gran Bretagna, dove conservatori al governo e laburisti si fronteggiano per ottenere la maggioranza dei seggi in parlamento, mentre i partiti minori, che giocheranno un ruolo fondamentale nelle alleanza del dopo voto, si schierano a difesa di propri spazi elettorali.

Non si avrà la maggioranza assoluta
I sondaggi mostrano un testa a testa tra le due principali formazioni, nessuna delle quali avrà una maggioranza assoluta: la gara per Downing Street sarà vinta da chi riuscirà ad avere l'appoggio dei partiti minori, come l'Snp, il partito nazionalista scozzese, che si prepara a fare il pieno in Scozia, e i liberaldemocratici, che stanno pagando la loro alleanza di governo con i tories con un netto calo di consensi. Sia il premier conservatore David Cameron sia il leader laburista Ed Miliband scelgono la via della polarizzazione nei messaggi agli elettori a pochi giorni dal voto. «E' l'inizio di una settimana in cui la Gran Bretagna deciderà il suo futuro. Venerdì avrete me o Ed Miliband come primo ministro» ha detto Cameron. «E' una scelta semplice, inevitabile: me alla guida di un governo forte e stabile, lui e il caos di essere tenuti in ostaggio dall'Snp. Il vostro voto farà la differenza».

Scontro tra visioni
Miliband ha definito il voto «uno scontro tra visioni» su salari, sanità e giovani e ha tentato di spostare il terreno di battaglia sui programmi in conflitto per il National Health Service, il servizio sanitario pubblico. «Negli ultimi giorni di questa campagna elettorale, il futuro dell'Nhs è a rischio come non lo è mai stato nell'ultima generazione» ha detto. «Non c'è scelta più importante in questa elezione che il futuro dell'Nhs, una sicurezza per tanti lavoratori nel nostro Paese». E con un inusitato coup de theatre elettorale il leader laburista ha fatto scolpire le sue promesse elettorali su una tavola di pietra alta poco più di due metri e mezzo, scatenando l'ilarità sui social media. Il "momento Mosè" del leader labour ha provocato una serie di parodie, ad esempio quella in cui sulla pietra è scolpita la lista della spesa di casa Miliband. Il leader d'opposizione spera di poter erigere la sua stele, che reca promesse di «iniziative sugli affitti» e di un «servizio sanitario nazionale che abbia il tempo di prendersi cura» del giardino di Downing street, se riuscirà ad arrivarci.

Previsti negoziati difficili
Se come previsto il voto di giovedì producesse un parlamento senza maggioranze chiare, si aprirebbe un negoziato difficile e probabilmente lungo per la formazione di un'alleanza che garantisca un governo stabile. Potrebbe bastare un'intesa a due, come quella che ha governato il paese negli ultimi cinque anni, ma è probabile che il partito di maggioranza relativa debba ricorrere a una coalizione a più colori. Secondo l'ultimo sondaggio pubblicato dalla Bbc i conservatori di centro destra avranno il 34% dei voti, i laburisti il 33%. Gli euroscettici dell'Ukip si attesteranno sul 14%, i lib-dem sull'otto, mentre ai verdi andrebbe il cinque per cento e agli altri partiti resterebbe da spartire il restante sei per cento. Con queste cifre nessuno dei due partiti maggiori avrebbe i numeri per arrivare ai 326 seggi di Westminster necessari per avere la maggioranza assoluta. I liberaldemocratici, guidati dal vicepremier Nick Clegg, dopo i cinque anni di matrimonio con i conservatori, si propongono come un potenziale partner di coalizione in grado di ancorare al centro sia i tories sia il labour a sinistra. «Oggi i liberaldemocratici sono gli unici garanti della stabilità nella politica britannica» ha detto Clegg. «Tutti sanno che i conservatori e i laburisti, al di là di quel che possono coraggiosamente dire in pubblico David Cameron ed Ed Miliband, non avranno una maggioranza. La domanda è... chi sarà accanto a loro?». I conservatori secondo i sondaggi dovrebbero avere il maggior numero di seggi, ma per i bookmakers Cameron non ha più chances di Miliband di diventare premier, perchè i partiti minori di sinistra preferiscono vedere i laburisti al governo.

No alleanze laburisti-Snp
Miliband ha escluso un'alleanza formale con i secessionisti scozzesi dell'Snp, schierati a sinistra, che formeranno probabilmnete il terzo gruppo parlamentare strappando tutti i seggi scozzesi al suo partito. Oggi il leader labour non ha voluto dire se un governo del suo partito, con un numero di seggi inferiore a quello dei tories, sia legittimato. La leader del SNP e stella di questa campagna elettorale, Nicola Sturgeon, ha detto che il suo partito userà la sua «influenza» in parlamento per indirizzare la scelte di un governo laburista. «si tratta di dare alla Scozia la voce e il potere di cui abbiamo bisogno».