13 luglio 2020
Aggiornato 22:00
Cerimonia in ricordo delle vittime

La Germania non si è ancora ripresa dalla tragedia aerea

Questa mattina si è tenuta una cerimonia in omaggio delle 150 vittime della tragedia dell'Airbus A320 nel Duomo di Colonia. Il presidente federale tedesco Gauck ha dichiarato: «Siamo ancora tutti sotto uno choc inaudito», sottolineando che, dal momento della tragedia, qualcosa in Germania si è rotto.

COLONIA (askanews) - La Germania è «ancora sotto choc» per la tragedia dell'aereo di Germanwings che si è schiantato sulle Alpi francesi il 24 marzo scorso. Riuniti attorno ai familiari delle vittime nel Duomo di Colonia, centinaia di persone hanno pianto ricordando le 150 vittime dell'incidente, rappresentate da altrettante candele disposte sulle scale in legno del cordo della cattedrale gotica.

Dal giorno del dramma, qualcosa si è rotto
Dopo l'ascolto del «Requiem aeternam» intonato da un coro che ha segnato l'inizio della cerimonia ecumenica, ha preso la parola il presidente federale tedesco Joachim Gauck: «Siamo ancora tutti sotto uno choc inaudito», ha dichiarato Gauck davanti alle 1.400 persone presenti e fra queste circa 500 familiari delle vittime. Dal giorno del dramma - nel quale hanno perso 72 tedeschi e 50 spagnoli e altre 28 persone di diversa nazionalità - «qualcosa si è rotto, qualcosa che non potrà più essere riparato in questo mondo».

Autorità presenti alla cerimonia
Oltre al presidente, alla cerimonia a Colonia erano presenti la cancelliera Angela Merkel, i presidente delle due camere del parlamento tedesco, il ministro degli Interni spagnolo, Jorge Fernandez Diaz e il segretario di stato francese ai Trasporti Alain Vidalies. In abito scuro anche il direttore generale di Lufthansa, Carsten Spohr. Il 24 marzo, un Airbus A320 della compagnia Germanwings che collegava Barcellona a Duesseldorf, si è schiantato sulle Alpi francesi: sono morte 150 persone, di cui 72 tedeschi e 50 spagnoli. L'apparecchio, secondo quanto hanno indicato le due scatole nere ritrovate, è stato portato volontariamente a schiantarsi contro la montagna dal copilota, che soffriva di problemi psichiatrici.