21 novembre 2019
Aggiornato 05:00
Appello per il cessate il fuoco

Ban Ki-moon: lo Yemen è in fiamme

Il Segretario generale dell'Onu lancia un appello per un cessate il fuoco immediato nello Yemen, mentre è iniziata la ricerca di un nuovo inviato che faccia da mediatore. Intanto, ieri Al Qaida si è impadronita dell'aeroporto di Mukalla, dove ha liberato 300 detenuti.

WASHINGTON (askanews) - Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha lanciato un appello a un cessate il fuoco immediato nello Yemen, mentre è iniziata la ricerca di un nuovo inviato per cercare di trovare una soluzione politica al conflitto. Lo Yemen «è in fiamme», ha detto Ban Ki-moon a una cena del National Press Club a Washington, a margine di una riunione dell'Fmi e della Banca mondiale.

Ban Ki-moon: lancio un appello per il cessate il fuoco immediato
«Lancio un appello a un cessate il fuoco immediato nello Yemen da parte di tutte le parti in conflitto», ha aggiunto Ban. «E' tempo di sostenere l'idea di corridoi che permettano il passaggio degli aiuti per salvare delle vite umane e di arrivare a una pace vera»«Il processo di pace diplomatico sostenuto dalle Nazioni unite è il miglior mezzo per uscire da questa guerra che dura da lungo tempo e ha conseguenze terribili per la stabilità regionale». Ban ha chiarito di essere impegnato nella ricerca di un mediatore - dopo le dimissioni del marocchino Jamal Benomar - da «inviare immediatamente» nella regione.

Ieri Al Qaida si è impadronita di un aeroporto
La situazione nel Paese, in effetti, si fa sempre più bollente. Proprio ieri, l'organizzazione terroristica di Al Qaida si è impadronita dell'aeroporto di Mukalla, nella provincia yemenita di Hadramut: lo hanno reso noto fonti della sicurezza yemenita. Le milizie di al Qaida avevano attaccato Mukalla il 2 aprile scorso ed in meno di 24 ore si erano impadronite dei quartieri principali della città - di 200mila abitanti - liberando anche 300 detenuti. Al momento nella zona della città solo la base militare che ospita un'unità meccanizzata delle forze yemenite resta ancora fuori dalla portata delle milizie: tuttavia, secondo le fonti, le forze di sicurezza che dovevano garantire la difesa dell'aeroporto si sono ritirate senza opporre resistenza.