11 dicembre 2019
Aggiornato 10:00

Kiev, fotografo animalista italiano minacciato dai dog hunters

I dog hunter di cui il fotografo italiano Andrea Cisternino aveva denunciato le azioni sono passati alle minacce: «bastardo, ora ci occuperemo di te», si legge sul profilo facebook di uno di loro. A Kiev, Cisternino aveva creato Rifugio Italia per contrastare il fenomeno dei massacri e dei roghi di cani randagi.

KIEV (askanews) - «Mercenario dell'Italia, ladro e criminale di nome Cisternino» e ancora «bastardo». Le farneticazioni e le minacce sui social network nei confronti del fotografo Andrea Cisternino, reo di aver documentato il massacro dei cani randagi in Ucraina, si sono fatte nelle ultime ore pesantissime. A scrivere su Facebook righe piene di odio e violenza è Aleksey Sviatogor, che aveva già promesso «ci occuperemo di te», ma ora respinge ogni accusa per il rogo che ha spazzato via Rifugio Italia, un luogo dove i cani randagi perseguitati (in genere a colpi d'arma da fuoco o avvelenati), trovavano un posto sicuro.

Cisternino contro i dog hunters
I dog hunter sono una triste realtà non solo a Kiev. Ma proprio nella capitale ucraina Cisternino aveva cercato di fare qualcosa, costruendo Rifugio Italia, con l'aiuto degli animalisti e offerte private. Il suo profilo Facebook «Io non posso parlare... Sei tu la mia voce» racconta la triste storia di come questa speranza sia stata spazzata via. Si trovano bellissime foto dei cuccioli e dei cani, che poi domenica scorsa sono stati uccisi dalle fiamme. Mentre lo stesso Cisternino in alcuni post lascia intendere che sono state usate bombe molotov, che tutto è stato raso al suolo in sei minuti e, crudeltà nella crudeltà, proprio nella notte di Pasqua. Sarebbero morti almeno 70 animali.

Campagne online contro i roghi
In Ucraina il rogo è diventato però un caso. In molti inviano fondi per ricostruire, mentre i dog hunters - finalmente con un po' di timore - respingono ogni accusa. Anzi, addirittura Sviatagor accusa Cisternino: a suo dire si tratterebbe di «una sua manovra» per fare soldi. Ma il popolo del web non ci crede e sostiene il fotografo italiano. Su Twitter in molti lo sostengono: #AndreaCisterninononseisolo, #tutticonAndrea, #andreacisternino. E contro la macabra realtà dei dog hunter si può lottare anche dall'Italia con una petizione, all'indirizzo firmiamo.it/proteggiamo-andrea-cisternino-1. Mettendo il proprio nome e cognome, non solo si sostiene la ricostruzione di un canile modello a prova di dog hunter, ma soprattutto si chiede al Parlamento Europeo e al ministero degli Affari Esteri di tutelare un connazionale che si batte fra odio e violenza per una causa civile e umanitaria.