24 giugno 2021
Aggiornato 02:00
Sicurezza informatica

Spionaggio informatico, nuove accuse per Pechino

Un gruppo di hacker «molto probabilmente sostenuto dal governo cinese» ha spiato negli ultimi 10 anni governi e aziende nel Sud-Est asiatico e in India. Stando a quanto reso noto oggi dalla società di sicurezza informatica FireEye

SINGAPORE (askanews) - Un gruppo di hacker «molto probabilmente sostenuto dal governo cinese» ha spiato negli ultimi 10 anni governi e aziende nel Sud-Est asiatico e in India. Stando a quanto reso noto oggi dalla società di sicurezza informatica FireEye, il gruppo di hacker APT30 ha sistematicamente rubato «informazioni sensibili» a partire dal 2005, prendendo di mira governi, aziende e giornalisti con interessi in China.

Iniziativa sostenuta da uno Stato
«Alla luce degli obiettivi di APT30 e delle sue vittime, gli interessi del gruppo sembrano concentrarsi su questioni politiche, economiche e militari regionali del Sud-Est asiatico e su questioni legate alla legittimità del partito comunista cinese», si legge in un rapporto.
«Un'attività tanto prolungata e così organizzata, insieme agli obiettivi e alla missione regionale del gruppo, ci porta a ritenere che si tratti di un'iniziativa sostenuta da uno Stato, molto probabilmente dal governo cinese», viene sottolineato nello studio.

Le vittime non hanno compreso quanto stava succedendo
Un dirigente di FireEye, Bryce Boland, ha scritto su un blog: «Questo gruppo è stato in grado di agire con successo e di non essere individuato per molti anni e non ha neanche dovuto modificare la propria infrastruttura di attacco, un chiaro segnale del fatto che le sue vittime non hanno compreso quanto stava succedendo».
Secondo l'azienda, il gruppo di spionaggio «ha espresso un chiaro interesse verso organizzazioni e governi associati all'Asean, in particolare durante il periodo degli incontri ufficiali Asean», in cui sono state discusse questioni legate a dispute e commerci internazionali nel Mar cinese meridionale.