31 maggio 2020
Aggiornato 19:30
Gli scenari possibili alla vigilia dell'incontro di Minsk

Se gli Usa armano l'Ucraina

Obama sta valutando l'invio di armi, droni e radar avanzati in supporto all'esercito ucraino, militarmente più debole. Solo così, dicono i pro-interventisti, sarebbe in grado di mantenere la propria posizione e infliggere un colpo più deciso ai ribelli e alle truppe russe che si ritiene lo stiano appoggiando

KIEV - Domani a Minsk si decide il futuro dell'Ucraina, e dell'Europa. Secondo le stime delle Nazioni Unite, da quando è iniziato il conflitto, nell'aprile dello scorso anno, hanno già perso la vita più di 5mila persone, centinaia solo nelle ultime settimane. Il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, citando fonti dei servizi segreti tedeschi, ha riferito che il vero numero delle vittime, tra combattenti ucraini e civili, potrebbe sfiorare persino l'incredibile numero di 50mila. Putin chiede il cessate il fuoco immediato ma non ha alcuna intenzione di accettare l'invio dei caschi blu da parte degli occidentali. Allo stesso tempo, per gli ucraini è inaccettabile una forza di pace formata da russi o bielorussi, situazione che rappresenterebbe una palese ammissione che il Donbass, di fatto, è un protettorato di Mosca. Proprio come la Transnistria e l’Abkhazia, anche qui si rischierebbe di trasformare l'area in una sorta di "no man's land" invischiata in un conflitto infinito. Ed estenuante. Tutte le parti in causa dicono di volere la sospensione delle ostilità. Ma la questione, a questo punto, è soltanto una: quali condizioni possono soddisfare sia il governo di Kiev che i ribelli? Il governo centrale sta subendo una pressione fortissima, i ribelli, dal canto loro, difficilmente rinunceranno alle porzioni di territorio che sono riusciti a conquistare in questi mesi.

INTERVENTO SI' O NO - Obama sta valutando l'invio di armi, droni e radar avanzati in supporto all'esercito ucraino, militarmente più debole. Solo così – dicono i pro-interventisti – sarebbe in grado di mantenere la propria posizione e infliggere un colpo più deciso ai ribelli e alle truppe russe che si ritiene lo stiano appoggiando. Vladimir Putin non vuole rischiare perdite significative e con un esercito ucraino più potente c'è la speranza che i ribelli, spinti dal Cremlino, accettino il dialogo. Ma non tutti la pensano così: Oltreoceano e soprattutto in Europa sono in molti a credere che armare l'Ucraina non sia affatto strategico. Putin potrebbe aumentare il suo sostegno ai ribelli e l'escalation di violenza potrebbe subire un'accelerata imprevedibile e foriera di conseguenze pericolose. Insomma, potremmo assistere ad un'inasprimento della guerra, e non a favore degli ucraini.

EPILOGO DI UN'ECONOMIA VICINA AL COLLASSO - Mentre gli analisti di tutto il mondo si concentrano sulla questione armi sì o armi no, in pochi riflettono sugli aspetti economici della guerra. L'Ucraina è economicamente importante per la Russia, ma non essenziale. Invece è vero il contrario: Mosca è cruciale per l'economia di Kiev, e non solo come fonte di materie prime e di energia ma anche a livello commerciale: secondo i dati del governo ucraino, la Russia rappresenta circa un quarto del commercio estero totale del Paese. Quindi, a meno che l'Occidente decida di aiutare massicciamente l'economia ucraina, il Paese rischia il collasso. Con conseguenze terribili per la popolazione. Quale futuro?: austerità, stabilità o guerra?

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal