5 dicembre 2020
Aggiornato 23:00
Cresce la protesta

Tanzania, 40mila Masai verso l'esilio

Piano per creare una riserva di caccia nella regione. Il gruppo di attivisti globali Avaaz ha accusato la Tanzania di voler requisire 1.500 chilometri quadrati di terre del distretto di Loliondo per trasformarle in riserva di caccia per una società che fa capo alla famiglia regnante degli Emirati arabi uniti.

DAR ES SAALAM - La Tanzania allontanerà dalle loro terre tradizionali migliaia di persone della tribu Masai se procederà con il suo piano di creare una riserva di caccia nella regione. Il gruppo di attivisti globali Avaaz ha accusato la Tanzania di voler requisire 1.500 chilometri quadrati di terre del distretto di Loliondo per trasformarle in riserva di caccia per una società che fa capo alla famiglia regnante degli Emirati arabi uniti. Non c'è stata replica dal governo di Dodoma, che già nel settembre 2013 aveva rinunciato a un piano del genere nei pressi del parco nazionale del Serengeti, di fama mondiale.

Avaaz afferma che i capi della comunità Masai sono stati informati che riceveranno un miliardo di scellini tanzaniani (circa 580mila dollari) per le loro terre, meno di 150 dollari per ciascuno del 40mila di loro che dovrà andarsene. «I Masai rappresentano l'immagine che attira i turisti in Tanzania, ma rischiano di diventare i grandi indesiderati nel loro stesso Paese» ha detto Alex Wilks, direttore della campagna di Avaaz, che ha raccolto online 1,7 milioni di firme. «Questa operazione sarebbe disastrosa per la reputazione della Tanzania, la natura e i Masai. Le terre confinano con il parco del Serengeti, che gli animali attraversano nelle loro migrazioni stagionali verso il vicino parco keniota del Maasai Mara».