2 dicembre 2020
Aggiornato 08:00
Sicurezza

Prime operazioni dell'esercito nelle favelas di Rio de Janeiro in vista dei Mondiali di calcio

I militari brasiliani hanno occupato la baraccopoli di Marè, «patria» del traffico di droga, abitata da 130mila persone. In 15 minuti gli agenti hanno preso il controllo della zona. «Ancora una volta è stata un'operazione di successo - commenta Mariano Beltrame, segretario della sicurezza pubblica a Rio - vogliamo rendere questo territorio a chi lo merita e a chi appartiene»

RIO DE JANEIRO - In questa base militare a Rio de Janeiro alle prime luci dell'alba ci si prepara ad occupare la favela di Marè una delle baraccopoli più pericolose della città.

DIMOSTRAZIONE DI FORZA - Per l'operazione sono stati mobilitati mille 180 poliziotti e 132 agenti in borghese coadiuvati da 15 blindati e 4 elicotteri. L'intervento dei militari è avvenuto senza la resistenza degli abitanti del sobborgo, a due mesi e mezzo dai Mondiali di Calcio che si terranno in Brasile, la prossima estate.

MISURE PALLIATIVE O RISOLUTIVE? - La Marè è la «patria» del traffico di droga, abitato da 130mila persone. Obiettivo dei militari: ricercare i sospettati del traffico di armi e di droga. Dalle loro baracche, gli abitanti dell'area assistono all'operazione militare. E in meno di 15 minuti, gli agenti hanno preso il controllo della zona. «Ancora una volta è stata un'operazione di successo - commenta Mariano Beltrame, segretario della sicurezza pubblica a Rio - vogliamo rendere questo territorio a chi lo merita e a chi appartiene, ovvero alla popolazione». La tappa successiva sarà quella di insediare una unità di polizia detta di pacificazione. Ma se per la polizia è stata un'operazione di successo, per gli abitanti non è così: «Non credo che questa sia una soluzione. Sono misure palliative per avere delle ripercussioni mediatiche - dice un attivista di una Ong - ma così non si fa che spostare il problema, senza risolverlo».