5 giugno 2020
Aggiornato 02:30
Giustizia | Le rivelazioni di WikiLeaks

Manning cerca di evitare il carcere

I legali della talpa di WikiLeaks: Già punito abbastanza. Nel corso dei circa nove mesi trascorsi a Quantico, il soldato 24enne ha dichiarato di essere stato costretto a dormire nudo diverse notti, recluso in isolamento, obbligato a rispondere alle domande delle guardie ogni cinque minuti

NEW YORK - Bradley Manning, il soldato americano arrestato nel 2010 con l'accusa di aver trasmesso informazioni segrete a Wikileaks, cerca di evitare il carcere sostenendo di aver subito punizioni già abbastanza dure nei mesi trascorsi in prigione in attesa del processo. Nel corso di questa settimana, da martedì a domenica, Manning sarà interrogato nel tribunale della della base di Fort Meade, in Maryland, dove intende denunciare - secondo la NBC - i maltrattamenti subiti mentre scontava la reclusione preventiva in una cella della base della marina militare di Quantico, in Virginia.

Nel corso dei circa nove mesi trascorsi a Quantico, il soldato 24enne ha dichiarato di essere stato costretto a dormire nudo diverse notti, recluso in isolamento, obbligato a rispondere alle domande delle guardie ogni cinque minuti. Secondo I suoi legali si tratterebbe di una punizione illegale, e pertanto Manley potrebbe fare appello alla Corte per vedere annullata, o quantomeno ridotta, la pena. Sul soldato, al momento, pendono 22 capi d'accusa: se il giudice accogliesse il più grave, quello di aiuto al nemico, il soldato potrebbe essere condannato al carcere a vita.

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