11 luglio 2020
Aggiornato 03:00
Secondo dibattito presidenziale

Obama attacca e si riscatta

Dopo la deludente prestazione del primo confronto di Denver, il presidente degli Stati Uniti è partito subito all'attacco dello sfidante repubblicano Mitt Romney, riuscendo a guadagnare sicurezza con il passare dei minuti. Las Vegas bersagliata, record di 73.000 spot elettorali

NEW YORK - La riscossa di Barack Obama è cominciata nella notte, durante il secondo dibattito presidenziale che si è tenuto alla Hofstra University di Hempstead, a quaranta minuti da New York. Dopo la deludente prestazione del primo confronto di Denver, il presidente degli Stati Uniti è partito subito all'attacco dello sfidante repubblicano Mitt Romney, riuscendo a guadagnare sicurezza con il passare dei minuti.
Il dibattito in stile town hall, con le domande del pubblico, ha dato una mano a Obama che ha saputo destreggiarsi meglio dell'avversario, con cui ha ingaggiato sin dall'inizio uno scontro vigoroso. Ottima però la gestione del confronto da parte del moderatore Candy Crowley, che non si è limitata a far rispettare i tempi ai due sfidanti ma è stata una presenza costante e attiva nella contesa, come aveva promesso.
Romney ha tenuto bene all'inizio, con buone risposte sul proprio programma energetico e sulle tasse, temi in cui il presidente ha comunque avuto una reazione migliore. L'ex governatore del Massachusetts è stato anche abile nello sviare una domanda pericolosa sulle differenze fra lui e George W. Bush, mentre Obama si è esibito in una difesa del suo predecessore, specie in materia di immigrazione.

Las Vegas bersagliata, record di 73.000 spot elettorali - Novantotto diversi spot elettorali, tra candidati locali, comitati democratici e repubblicani, donatori privati, super Pac e i due candidati alla presidenza, Barack Obama e Mitt Romney, sono andati finora in onda a Las Vegas, per un totale di 73.000 passaggi televisivi. Gli slot per ulteriori break durante gli show più popolari della prima serata sono da tempo esauriti di qui al sei novembre, così le emittenti locali stanno riducendo la durata delle loro trasmissioni per lasciare spazio a nuovi spot. A raccontare gli eccessi della campagna elettorale nella città che della sregolatezza è il simbolo è il New York Times.
Il centro più importante del Nevada è stato bersagliato più di ogni altra città d'America, superando il record di spot elettorali in un anno. Ma il trend nazionale del 2012 relativo alla spesa negli spot elettorali è in ascesa rispetto all'ultima tornata elettorale: 2,5 miliardi nel 2008, già 3,3 miliardi nell'anno in corso. Nel testa a testa tra Obama e Romney, i sei grandi elettori di uno stato in bilico come il Nevada potrebbero essere decisivi. Non a caso, la «città del peccato» è seguita nel podio da due città-chiave di altrettanti 'swing State', Cleveland (Ohio) e Denver (Colorado). La seconda città più popolosa del Nevada, Reno, si piazza invece al quarto posto.