7 luglio 2020
Aggiornato 11:00
Presidenziali americane 2012

Lavoro, Obama «sgrida» il Congresso

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha puntato il dito contro i parlamentari del Congresso per non aver concluso il loro lavoro, in particolare per quanto riguarda quei provvedimenti che avrebbero contribuito alla creazione di nuovi posto di lavoro

WASHINGTON - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha puntato il dito contro i parlamentari del Congresso per non aver concluso il loro lavoro, in particolare per quanto riguarda quei provvedimenti che avrebbero contribuito alla creazione di nuovi posto di lavoro.

«E' tempo di agire», ha detto il presidente nel suo discorso settimanale alla radio e su internet. «Questo è ciò che voi cittadini meritate, ciò che farà andare avanti il nostro paese». I parlamentari del Congresso, già sotto i riflettori per la loro scarsa produttività quest'anno, hanno lasciato Washington dopo solo due settimane di lavoro per tornare nei loro distretti elettorali e fare campagna prima delle presidenziali. Torneranno a Washington solo dopo il 6 novembre.
Obama li ha «sgridati» per aver lasciato la capitale senza prima aver finito il lavoro, che avrebbe consentito la creazione di posti di lavoro e stimolato l'economia. Fra le proposte rimaste nel cassetto anche la bozza di legge per facilitare il ritorno al lavoro dei veterani di guerra nelle file della polizia o dei vigili del fuoco e un altro progetto che avrebbe aiutato allevatori ed agricoltori in caso di catastrofi naturali.
«Tutti questi progetti sono rimasti in attesa per mesi», ha detto Obama, «il popolo americano vuole vederli approvati. Ma apparentemente alcuni membri del Congresso sono più interessati al loro lavoro e alla loro busta paga in questa campagna elettorale piuttosto che dei vostri affari», ha detto ancora Obama rivolgendosi agli ascoltatori.

Washington non si può cambiare dall'interno - Il più grande fallimento della presidenza Obama è stato la mancata approvazione di una riforma dell'immigrazione. E' stato il presidente in carica ad ammetterlo, davanti alla platea latinoamericana radunata nel campus universitario di Miami per l'intervista con Univision, tv americana in lingua spagnola. Un'intervista dura, in cui Obama è stato messo in difficoltà dai giornalisti.
Il presidente, in una dichiarazione che ad alcuni è sembrata una gaffe in barba al suo motto 'Change', ha detto che «quello che ho imparato in questi quattro anni è che non puoi cambiare Washington dall'interno. Si può cambiare solo dall'esterno. Ed è così che sono stato eletto. E' così che i grandi risultati come la riforma della sanità sono stati raggiunti».
Sulla riforma dell'immigrazione, il presidente è stato attaccato da Jorge Ramos, uno dei moderatori: «L'ha promessa e una promessa è una promessa; con tutto il rispetto, non l'ha mantenuta». Obama ha dichiarato di farsi carico della responsabilità, ma ha sottolineato che ha dovuto affrontare un'economia «sull'orlo del collasso», accusando poi i repubblicani di aver cambiato posizione e di non aver più sostenuto un'adeguata riforma delll'immigrazione.