25 settembre 2021
Aggiornato 06:00
Elezioni | Presidenziali USA 2012

Convention Repubblicana, Tampa si prepara all'uragano

Il sindaco Bob Buckhorn ha dichiarato a Cnn «di non essere per nulla nervoso». «Mi sento come un atleta ci siamo allenati duramente per un anno e mezzo». Piano energetico di Romney, meno spazio alle rinnovabili

NEW YORK - Da più di un anno si prepara ad accogliere la convention repubblicana, e non si fa spaventare dagli uragani. Tampa, la cittadina della Florida che dal 27 al 30 agosto ospiterà il meeting del partito repubblicano, è pronta all'ipotesi di affrontare il passaggio dell'uragano Isaac, che da qualche giorno minaccia la costa sud-est degli Stati Uniti. Il sindaco Bob Buckhorn ha dichiarato a Cnn «di non essere per nulla nervoso». «Mi sento come un atleta ci siamo allenati duramente per un anno e mezzo».

Il primo cittadino ha voluto tranquillizzare le 50.000 persone attese a Tampa la prossima settimana, spiegando di essere pronto ad affrontare l'emergenza, anche se non crede possa essercene bisogno. Secondo quanto spiegato a Cnn, ci sarebbero già 400 autobus a disposizione per eventuali piani di evacuazione. Secondo i meteorologi, se l'uragano Isaac raggiungesse la categoria 4 e si abbattesse su Tampa, il centro della convention potrebbe essere sommerso da sei metri d'acqua.
Sebbene Tampa sia nello spettro della rotta di Isaac, non è ancora detto che l'uragano raggiunga la città. Ieri mattina, si trovava a 330 km a est di Guadalupe e procedeva a una velocità leggermente superiore a quella di ieri, a 72 km all'ora. «Ci vorranno ancora un paio di giorni prima di individuare la rotta esatta» ha dichiarato il portavoce del servizio meteorologico nazionale Chris Vaccaro. Quattro anni fa un altro uragano, Gustav, si era abbattuto sulla convention repubblicana di St.Paul, in Minnesota, costringendo i vertici del partito a ridimensionare il calendario del meeting.

Piano energetico di Romney, meno spazio alle rinnovabili - Dovrebbe arrivare oggi dal New Mexico il programma energetico di Mitt Romney. Dal piano, molto atteso, si capirà su quali fonti energetiche dovrà puntare l'America del futuro, secondo il candidato alla Casa Bianca repubblicano, in caso di vittoria. I temi energetici sono al centro della campagna elettorale con accuse e rimbalzi di responsabilità legate alle scelte sino ad oggi e al riverbero che queste hanno sui posti di lavoro. Il piano energetico di Romney sarà probabilmente un mix tra gas, carbone e petrolio. Ci saranno anche le fonti rinnovabili, ma senza aiuti pubblici e sussidi come è avvenuto sinora, che hanno lanciato il settore e aumentato l'apporto ai consumi statunitensi.

Certamente emergerà l'inversione di tendenza con la ripresa delle attività estrattive, come richiesto da alcuni governatori costieri, e lo sviluppo delle tecnologie sul carbone pulito. Argomenti che non hanno trovato l'attenzione di Barack Obama, che prima ha bloccato, e poi rilasciato con il contagocce, le licenze esplorative per il petrolio. Il presidente in carica ha anche supportato l'Epa, l'Agenzia per la protezione ambientale, nell'imporre tagli alle emissioni delle centrali a carbone, che sarebbero state costrette in alcuni casi a chiudere i battenti. Un tribunale del District of Columbia ha bocciato le norme, facendo brindare l'industria del carbone. Petrolieri, utilities e piccole società energetiche aspettano di sapere i piani di Romney, da cui dipenderanno anche gli investimenti e quindi i posti di lavoro. Sarà su quest'ultimo che il candidato repubblicano giocherà molto per sostenere il suo piano. Nelle ultime settimane, rispondendo ad Obama, Romney ha detto che il piano energetico 'green' del presidente è stato la causa di molti licenziamenti nel settore energetico e petrolifero. Tutto questo mentre il Congresso americano, entro dicembre, dovrà decidere se prorogare il meccanismo di tax credit a sostegno delle fonti rinnovabili. Ma la crisi, i numeri parlamentari risicati e la campagna potrebbero influire sulle scelte di Washington.