21 maggio 2019
Aggiornato 10:30
Il conflitto afgano

I Talebani non possono vincere

E' quanto afferma un comandante delle milizie intervistato dal settimanale britannico New Statesman: Al Qaida è «una piaga» e Osama ha distrutto il Paese

KABUL - Le milizie talebane non sono in grado di vincere la guerra in Afghanistan e la conquista della capitale Kabul rimane «una prospettiva lontana», il che rende obbligata la ricerca di un accordo con le altre forze politiche del Paese: è quanto afferma un comandante delle milizie intervistato dal settimanale britannico New Statesman.

AL QAIDA E' UNA PIAGA - L'uomo - descritto come un veterano, vicino alla dirigenza ed ex detenuto di Gunatanamo - ha inoltre criticato l'alleanza con l'organizzazione terroristica di Al Qaida, definita «una piaga»: «A dir la verità sono rimasto sollevato dalla notizia della morte di Osama Bin Laden, le sue politiche hanno distrutto il Paese: se avesse creduto nel jihad avrebbe dovuto tornare in Arabia Saudita e combattere lì».
«Il bilancio delle forze in campo nel conflitto afgano è palese, ci vorrebbe qualche intervento divino perché i talebani possano vincere questa guerra» continua l'uomo, identificato solo con il nome Mawlvi: «Ogni comandante talebano che pensi di poter conquistare Kabul sta commettendo un grave errore, ma la dirigenza sa di non poter ammettere questa debolezza perché farlo significherebbe compromettere il morale dei combattenti».

LA VERA AUTORITÀ E' QUELLA DEGLI AMERICANI - In sostanza, i talebani devono rinunciare al sogno di ristabilire un regime egemonico come quello in vigore dal 1996 al 2001: «Tutte le forze in campo hanno deciso di combattere per il potere: se non riescono a raggiungere il potere su scala nazionale, dovranno accontentarsi di funzionare come un partito organizzato».
Quanto agli interlocutori possibili, il comandante è stato chiaro: «Non c'è alcuno scopo nel parlare con (il presidente afgano Hamid) Karzai, la vera autorità è quella degli americani; l'unica altra seria forza politica è quella dell'Alleanza del Nord»; secondo Mawlvi l'ala più pragmatica della dirigenza talebana rimane impegnata nel voler proseguire le trattative, interrotte nel marzo scorso.