Afghanistan, ok della NATO su transizione. Resta l'ombra del Pakistan
Il Presidente Obama: Staremo al fianco di Kabul. Ma c'è tensione con Islamabad. Terzi vede il Ministro del Pakistan: stabilità interesse comune
NEW YORK - L'obiettivo del summit della Nato a Chicago era trovare un accordo sul passaggio di consegne e responsabilità in Afghanistan e l'obiettivo è stato raggiunto: a partire dalla metà del 2013 le truppe combattenti cominceranno a ritirarsi, per lasciare completamente il Paese alla fine dell'anno successivo. Nel frattempo, il governo di Kabul continuerà ad assumere progressivamente il controllo della sicurezza nel Paese, ma non lo farà da solo: «mentre gli afgani si rialzano, saremo al loro fianco», ha detto il presidente americano Barack Obama e ha confermato il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, secondo cui «il summit ha avuto pieno successo nel rinnovare il legame incrollabile tra Nord America ed Europa».
Il punto dolente resta il Pakistan che, nonostante l'ottimismo mostrato dalla Nato, non ha ancora annunciato la riapertura delle linee di rifornimento chiuse dopo che un attacco di droni americani ha ucciso 24 soldati pachistani. La tensione si è sentita anche durante la due giorni di lavori: prima il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon e poi Obama hanno parlato di «progressi nelle discussioni», ma il presidente afgano Asif Ali Zardari si è limitato a dire di non essere contrario al raggiungimento di un accordo. Con il suo omologo americano «c'è stato solo un breve incontro durante le foto di gruppo», ha detto Obama, non un faccia a faccia che aiutasse a sbloccare l'impasse. Anche il premier britannico David Cameron ha definito la situazione «frustrante», dicendosi convinto che le forniture prima o poi saranno riattivate «ma non succederà oggi».
Terzi vede il Ministro del Pakistan: stabilità interesse comune - Il ministro degli Esteri Giulio Terzi, rimasto a Chicago a rappresentare l'Italia dopo la partenza anticipata del presidente del Consiglio Mario Monti, ha avuto un incontro bilaterale con il ministro degli Esteri pakistano Hina Rabbani Khar. Come fanno sapere fonti della Farnesina, durante il meeting è stata ribadita la convinzione che è «interesse comune» di Italia e Pakistan «garantire la stabilità in Afghanistan dopo il 2014».
In particolare, è stata notata «l'importanza dell'assistenza nel settore civile e la collaborazione in ambito regionale», appunto per stabilizare l'Afghanistan una volta che sarà completato il ritiro di tutte le truppe combattenti e il passaggio di consegne al governo di Kabul sulla sicurezza. Terzi ha inoltre invitato Hina Rabbani Kahn, che ha espresso le proprie condoglianze per le vittime del terremoto in Emilia, a partecipare al convegno sulle donne in diplomazia che la Farnesina organizza a metà luglio. Sarà quella l'occasione per confermare «le eccellenti relazioni» fra i due Paesi.
Il ministro, che si è detta interessata a una collaborazione economica, dovrebbe essere accompagnata da una delegazione di imprenditori, soprattutto del settore tessile e delle energie rinnovabili. Tra i due ministri è stata chiara la «convergenza di temi e sintonia di posizioni» per quanto riguarda la questione della libertà e delle minoranze religiose.