22 ottobre 2019
Aggiornato 19:00
Tribunale Penale Internazionale

A 17 anni da Srebrenica, Ratko Mladic alla sbarra

Il «boia dei Balcani» atteso in aula ma non è previsto che intervenga. Ieri il presidente del Tpi, il giudice Theodor Meron «ha respinto la mozione della difesa (di Mladic) per la ricusazione del giudice Alphons Orie»

BELGRADO - Al via presso il Tribunale penale internazionale dell'Aia (Tpi) il processo a carico dell'ex generale serbo-bosniaco, Ratko Mladic. A 17 anni dal genocidio di 8.000 civili musulmani a Srebrenica, in Bosnia, nel luglio 1995 e dalla fine dell'assedio di Sarajevo, con i suoi 10.000 morti, il 'boia dei Balcani', presunto autore di questi crimini, arriva oggi al faccia a faccia con la Giustizia internazionale, dopo una latitanza di oltre tre lustri.

Ieri il presidente del Tpi, il giudice Theodor Meron «ha respinto la mozione della difesa (di Mladic) per la ricusazione del giudice Alphons Orie», ha comunicato la Corte Onu, precisando che «il processo a carico di Ratko Mladic inizierà mercoledì, 16 maggio 2012, alle 9, come prefissato con l'arringa di apertura della procura», che si protrarrà anche giovedì.

Mladic - oggi 70enne ed «evidentemente malato» come descritto dal suo avvocato, Branko Lukic - è atteso in aula, ma non è previsto un suo intervento diretto. «Non sono sicuro (che Mladic) potrà seguire cinque udienze a settimana», ha aggiunto il suo legale.

La difesa ha ottenuto che le udienze si celebrino solo al mattino, dopo la ripresa del processo, il 29 maggio, quando verrà convocato il primo testimone dell'Accusa.

Arrestato a maggio del 2011 nel Nord della Serbia ed estradato all'Aia, l'ex capo militare delle forze serbo-bosniache, deve rispondere di due genocidi, cinque crimini contro l'umanità e quattro crimini di guerra, per un totale di 11 capi di accusa, che includono anche il sequestro di 200 caschi blu e osservatori Onu, nel 1995. Durante la guerra civile in Bosnia Erzegovina del 1992-95, Mladic è stato parte di una «impresa criminale comune», finalizzata «a cacciare per sempre i bosniaco-musulmani e i croato-bosniaci», si legge nell'atto di accusa, firmato dal Procuratore capo del Tpi, il belga Serge Brammertz.

Ricercato ufficialmente dal 1995 e ridotto alla clandestinità dal 2000, Mladic è arrivato all'arresto dello scorso luglio - in casa di un parente a Lazarevo, villaggio 80 km a nord-est di Belgrado - visibilmente invecchiato e con la parte destra del corpo semi paralizzata a seguito di due ictus, nel 1996 e nel 2008.

Lui «continua a pensare la stessa cosa, di non aver nulla a che fare con i crimini, è persuaso che sarà giudicato non colpevole» ha riferito il suo avvocato. L'ex generale rischia il carcere a vita.