29 novembre 2021
Aggiornato 08:30
La crisi greca e l'Europa

Schmidt: Non avrei fatto entrare Atene nell'euro

L'ex Cancelliere tedesco alla Bild: Ma adesso l'Europa deve mostrarsi in grado di salvarla. Allarmismo di Der Spiegel: Servirà un III piano aiuti da 50 miliardi. IIF: Da maggiori banche e assicurazioni ok a scambio bond

BERLINO - Se l'Europa vuole continuare a sedere assieme alle grandi potenze nel mondo del futuro, deve dimostrare di essere unita e di saper risolvere i suoi problemi. Per questa ragione, afferma l'ex cancelliere Helmut Schmidt in una lunga intervista oggi alla Bild, è necessario salvare la Grecia: «Dal salvataggio della Grecia dipende la fiducia del mondo nell'Euro», anche se l'errore fu all'inizio, nell'accoglierla nell'euro.

Le istituzioni europee non erano pronte - «Non vedo alcun futuro per il nostro continente - spiega l'ex leader socialdemocratico, oggi 94enne - se coloro che oggi governano l'Europa non comprendono che solo salvando la Grecia manterremo il nostro posto al fianco di Cina, India, Indonesia e Stati Uniti».
Ma, c'è un ma, vuole sottolineare Schmidt, perché l'Europa di oggi non è quella che si aspettava: «Ho sempre considerato un gravissimo errore consentire l'ingresso in blocco di dieci Paesi dell'Est europeo», perché «le istituzioni europee non erano pronte. Un errore catastrofico, spiegabile solo con l'euforia della Riunificazione e del crollo dell'Unione sovietica».
Così come un errore - conclude Schmidt - è stato l'ingresso di Atene nell'eurozona: «I greci non avrebbero dovuto essere accettati nell'Euro».

Allarmismo di Der Spiegel: Servirà un III piano aiuti da 50 miliardi - La Grecia potrebbe avere di un ulteriore e terzo piano di aiuti da 50 miliardi, sulle sue necessità di finanziamento dal 2015 in avanti, in base alle analisi dei tecnici di Unione europea, Bce e Fmi, la troika, che tuttavia sarebbero state 'censurate' prima di essere pubblicate. Lo sostiene la rivista tedesca Der Spiegel che tra ieri e oggi ha rilanciato indiscrezioni allarmistiche sul paese considerato epicentro della crisi sui debiti pubblici nell'area euro. Viene citato l'ultimo rapporto della troika che poi ha portato l'Eurogruppo a concordare un nuovo piano di aiuti da 130 miliardi di euro a favore del paese, fondi che restano ancora da sbloccare.

IIF: Da maggiori banche e assicurazioni ok a scambio bond - L'associazione che rappresenta banche e assicurazioni detentrici di titoli di Stato della Grecia ha annunciato che diversi tra i maggiori istituti accetteranno la proposta di scambio sui bond, che di fatto opera una consistente riduzione sui pagamenti effettivi. Un segnale, quello dell'Institute of International Finance che fa aumentare consistentemente le possibilità di successo dell'operazione, che ha come obiettivo di tagliare di oltre 100 miliardi di euro il fardello del debito della Grecia.
L'Iif ha riferito che aderiranno allo scambio le francesi Axa, Bnp Paribas e Cnp Assurances de France; le tedesche Allianz, Commerzbank e Deutsche Bank; l'italiana Intesa San Paolo; l'olandese Iing e la statunitense Greylock Capital Management.
Parallelamente le banche greche Alpha Bank, Eurobank e la Banca nazionale di Grecia hanno anticipato a loro volta il via libera, mentre resta da verificare la posizione di una grossa banca regionale tedesca, la Landesbank Baden-Wuerttemberg.
Lo scambio sui titoli di Stato greci serve ad attuare quella partecipazione dei creditori privati agli sforzi di sostegno al paese, pretesa da diversi paesi dell'area euro ome precondizione per il nuovo piano di aiuti da 130 miliardi di euro. Per potersi perfezionare il tutto richiede una elevata percentuale di adesioni allo scambio sui bond greci.