26 ottobre 2021
Aggiornato 14:30
Presidenziali USA 2012 | Primarie repubblicane

In Iowa ha vinto Santorum, non Romney

Il riconteggio dei voti decreta l'ex Senatore vincitore per 34 voti. Bomba su Gingrich: Voleva la coppia aperta. Perry si ritira, l'annuncio sarà oggi. Benedetto XVI: Negli USA potenti correnti culturali contrarie al Cristianesimo. Sostenere i politici che testimoniano il rispetto della vita

NEW YORK - Il risicato margine di vittoria di Mitt Romney in Iowa è scomparso. Secondo il nuovo conteggio dei voti, il senatore della Pennsylvania Rick Santorum avrebbe ottenuto 34 voti più del rivale. Eppure, nonostante il vantaggio, Santorum non può essere dichiarato vincitore dei caucus dell'Iowa in quanto mancherebbero i voti di otto distretti, che secondo il presidente del partito repubblicano dello stato Chad Olsen sono scomparsi.
Dopo la prima conta, Romney era stato proclamato vincitore con un margine di appena 8 voti. Secondo i nuovi risultati, Santorum avrebbe ottenuto 29.839 voti superando l'ex governatore del Massachusetts fermo a 29.805. Lo scorso 3 gennaio, alle urne in Iowa si sono recati oltre 122.000 elettori. Il margine di vittoria sarebbe dunque una frazione di un punto percentuale.
Romney, la cui campagna elettorale ha ricevuto una spinta notevole dalla vittoria in Iowa, ed è adesso il chiaro favorito alla nomination repubblicana, in una nota diffusa stamattina ha definito l'elezione «un pareggio virtuale».
Anche se sono diversi giorni che Santorum avverte che i risultati dell'Iowa potrebbero essere rivoluzionati e modificare «l'andamento della corsa» alla nomination, per gli analisti, la vittoria in Iowa non dovrebbe alterare la campagna elettorale dell'ex senatore -attualmente è in lotta con l'ex speaker della Camera dei Rappresentanti Newt Gingrich per emergere, sia in South Carolina che a livello nazionale, come alternativa conservatrice al candidato moderato, Romney.

Bomba su Gingrich: Voleva la coppia aperta - Bomba politica in arrivo per Newt Gingrich. La seconda ex moglie (il candidato repubblicano alla presidenza è divorziato due volte), Marianne Gingrich, ha dato un'intervista esclusiva alla rete tv ABC che andrà in onda stasera e nella quale ha detto, secondo anticipazioni, diffuse dalla rete, delle cose pesanti. Pesanti abbastanza da rischiare di affondare la sua campagna nel conservatore e religioso stato del South Carolina, che vota sabato per le primarie. «Voleva una coppia aperta e io mi sono rifiutata», ha detto. L'allora presidente della Camera glielo aveva chiesto a fine anni Novanta, quando aveva una relazione con l'assistente parlamentare Callista Bisek poi diventata la sua terza moglie.
«Mi chiamava la sera e mi diceva Ti amo con lei lì», ha raccontato la seconda moglie, secondo la quale la relazione si sarebbe consumata anche «nella mia stanza da letto, a casa nostra a Washington». E cosa ne pensava l'allora amante, oggi campionessa dei valori tradizionali che fa campagna accanto al marito? «Newt mi disse: a Callista non importa quel che faccio», ha raccontato la seconda moglie. La coppia divorziò nel 2000.

Perry si ritira, l'annuncio sarà oggi - Rick Perry lascia la gara per la nomination presidenziale repubblicana. Due fonti hanno detto a CNN che l'ex governatore del Texas annuncerà oggi il suo ritiro, alla vigilia delle primarie nel South Carolina il 21 gennaio nelle quali i sondaggi lo danno ampiamente distaccato, con un consenso a una sola cifra.

Benedetto XVI: Negli USA potenti correnti culturali contrarie al Cristianesimo - In America c'è un «consenso sulla natura della realtà e sul bene morale» che è formalizzato nei «documenti fondativi» degli Stati Uniti ed è plasmata dalla «fede» e dall'attaccamento a «certi principi etici che derivano dalla natura di Dio». Lo ha detto il Papa ricevendo un gruppo di vescovi degli Stati Uniti in visita ad limina apostolorum in Vaticano. «Oggi - ha proseguito - quel consenso è stato significativamente eroso di fronte a nuove potenti correnti culturali che non sono solo opposte direttamente al cuore degli insegnamenti morali della tradizione giudeo-cristiana, ma ostili in modo crescente al cristianesimo in quanto tale».
«Con la sua lunga tradizione di rispetto per la corretta relazione tra fede e ragione - ha detto il Papa - la Chiesa ha un ruolo critico da svolgere nel contrastare le correnti culturali che, sulla base di un individualismo estremo, tentato di promuovere nozioni di libertà staccata dalla verità morale».

Sostenere i politici che testimoniano il rispetto della vita - Il Papa esprime «apprezzamento», nel corso dell'udienza a un gruppo di vescovi statunitensi, per «gli sforzi tesi a mantenere i contatti con i cattolici impegnati nella vita politica e ad aiutarli a comprendere la loro personale responsabilità per offrire una pubblica testimonianza alla loro fede, specialmente in riferimento ai grandi temi morali del nostro tempo: il rispetto per il dono divino della vita, la protezione della dignità umana e la promozione degli autentici diritti umani».
Quello ricevuto oggi dal Papa è il gruppo delle regioni IV e VI, il secondo al quale Ratzinger pronuncia un discorso pubblico.