21 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Presidenziali USA 2012

Ron Paul razzista? E lui se ne va dall'intervista CNN

Il candidato repubblicano si è tolto il microfono e ha lasciato il set, infuriato per le continue domande su delle pubblicazioni dai contenuti pesantemente razzisti uscite a suo nome tra gli anni Ottanta e Novanta

NEW YORK - Show inaspettato di Ron Paul, il candidato libertario che guida i sondaggi in Iowa a pochi giorni dalle primarie repubblicane nello stato, che il 3 gennaio aprono la fase calda della corsa alla Casa Bianca. Intervistato dalla Cnn, Paul si è tolto il microfono e ha lasciato il set, infuriato per le continue domande su delle pubblicazioni dai contenuti pesantemente razzisti uscite a suo nome tra gli anni Ottanta e Novanta.
Con la giornalista Gloria Borger che gli chiedeva conto delle frasi incendiarie sugli afroamericani contenute nelle newsletter a pagamento che inviava, Paul ha sbottato: «L'ho già detto, lo dico da vent'anni. Non le ho scritte io, le rinnego. E basta». La giornalista ha insistito, Paul ha risposto sempre più stizzito, e alla fine ha deciso di finirla lì.

Il contenuto di quegli scritti è, in effetti, impresentabile. Nelle quattro newsletter (Ron Paul's Political Report, Ron Paul's Freedom Report, the Ron Paul Survival Report e Ron Paul Investment Letter) si leggono cose come «il 95 per cento dei maschi neri a Washington sono criminali o semicriminali» oppure «ci dicono che aver paura degli uomini neri è male, ma non è irrazionale». Non mancano accuse infamanti già usate dall'ultradestra negli anni Sessanta contro Martin Luther King: «adultero che menava le amanti» e «seduceva bambine e bambini». E la deputata nera Barbara Jordan, attivista per i diritti civili, era «Barbara la scema, la classica vittimologa semi-istruita». Più varie e curiose teorie sull'Aids, una cospirazione ordita da Cia e omosessuali, e consigli a investire nell'oro.