1 agosto 2021
Aggiornato 15:30
Procedure semplificate per ridurre i tempi di attesa

In Gran Bretagna adottare un bambino diventerà presto più facile

La notizia è pubblicata oggi con grande risalto dal Times, un quotidiano che da anni conduce una battaglia per denunciare le falle del sistema, tali da determinare un netto ribasso delle adozioni nell'ultimo decennio

LONDRA - La procedura per le adozioni nel Regno Unito verrà semplificata. Una commissione di esperti è stata incaricata di progettare un nuovo sistema entro il prossimo marzo, con parametri meno ridondanti, che dovrebbe divenire già operativo per l'inizio del 2013.

Nel 2010 solo 3.050 bambini hanno trovato famiglia - La notizia è pubblicata oggi con grande risalto dal Times, un quotidiano che da anni conduce una battaglia per denunciare le falle del sistema, tali da determinare un netto ribasso delle adozioni nell'ultimo decennio: l'anno scorso solo 3.050 bambini hanno trovato una nuova famiglia. Parallelamente il numero di bambini che aspetta nei centri di accoglienza ha toccato un record massimo: il tempo medio di attesa in questi centri è di due anni e sette mesi. Ancora più inquietanti le statistiche relative all'anno in corso. Nei primi tre mesi del 2011 in tutto il paese sono stati adottati appena 60 bimbi sotto l'anno di vita, rispetto ai 150 che avevano trovato una famiglia nello stesso periodo del 2007. Al momento, 3mila 660 bambini britannici di meno di un anno sono ancora in cerca di una casa, in affidamento ai servizi sociali di Sua Maestà.
L'attuale procedura prevede una tale quantità di vincoli e un dossier informativo talmente dettagliato sui potenziali genitori adottivi da bruciare le aspettative di chiunque, dal temperamento degli animali di casa fino ai trascorsi sentimentali dei due partner. «I bambini aspettano troppo a lungo perché perdiamo troppi potenziali genitori adottivi con procedure inutili e farraginose che sembrano respingerli più che accoglierli, costringendoli a voltarci le spalle. Sono determinato a cambiare tutto questo», ha affermato Tim Loughton, sottosegretario all'Infanzia.