30 marzo 2020
Aggiornato 12:34
Ieri il governo iracheno ha compiuto il suo primo anno di vita

Attentati multipli a Baghdad, 67 morti e 176 feriti

Dopo il mandato d'arresto per il sunnita Hashemi nel pase è crisi politica. Casa Bianca: «decisa» condanna degli attentati di Baghdad. Terzi: Fiducia in Maliki, dialogo tra le forze politiche. Gran Bretagna: attentati «vili», appello per il dialogo

BAGHDAD - E' salito a 67 morti e decine di feriti il bilancio di una serie di attentati che stamattina ha sconvolto Baghdad, con almeno dieci esplosioni quasi in simultanea in diverse zone della città. Lo ha fatto sapere il ministero della Sanità iracheno. Il portavoce Ziad Tariq, citato dalla France Presse, ha annunciato che 57 persone sono decedute e altre 176 sono rimaste ferite in dieci attentati distinti: tutto fa pensare a un'azione coordinata.
Gli attacchi, avvenuti nell'ora di punta, hanno colpito i quartieri Bab al-Muatham, Karrada e Allawi del centro di Baghdad; Adhamiyah, Shuala e Shaab (nord) Jadriyah nell'est, Ghazaliyah nell'ovest e al-Amil nel sud della capitale, hanno precisato le autorità. Ieri il governo guidato da Nouri al Maliki ha compiuto il suo primo anno di vita sullo sfondo di una grave crisi politica che vede contrapposti i partiti sciiti a quelli sunniti, soltanto pochi giorni dopo la partenza degli ultimi militari americani che erano rimasti nel paese per assicurare la sicurezza nel dopo-Saddam.

Casa Bianca: «decisa» condanna degli attentati di Baghdad - «Gli Stati Uniti condannano con decisione gli attacchi terroristici contro i civili iracheni» messi a segno questa mattina a Baghdad, lo ha detto la Casa Bianca in una nota. «L'Iraq ha subito attacchi in passato e le sue forze di sicurezza hanno dato prova della loro abilità nel mantenere l'ordine. Tentativi simili, mirati a deviare i progressi compiuti, falliranno», si legge nella nota inviata dal portavoce del governo, Jay Carney. «In passato, il popolo iracheno ha mostrato decisione nel tenere testa a tentativi» analoghi, «invitiamo i leader a unirsi per far fronte alle sfide comuni».
«La scorsa settimana, il vice presidente Joe Biden ha parlato con diversi leader iracheni. Oggi ha parlato con il presidente Jalal Talabani e gli ha offerto il nostro sostegno per facilitare il dialogo tra le diverse fazioni - si legge nella nota della Casa Bianca - Il vice presidente ha anche sottolineato la necessità che i progressi osservino lo stato di diritto e la costituzione irachena». «Porgiamo le nostre condoglianze a coloro che hanno perso famigliari e persone vicine. Gli Stati Uniti sostengono l'Iraq come partner strategico e Paese amico», conclude Carney nella la nota.

Terzi: Fiducia in Maliki, dialogo tra le forze politiche - L'Italia è preoccupata ma fiduciosa: lo ha spiegato il ministro degli Esteri Giulio Terzi commentando con i giornalisti gli odierni attentati a Baghdad.
«E' un momento nel quale ci sono evidentemente forze destabilizzanti, che noi riteniamo marginali, che cercano di cogliere la sensazione di una uscita dal territorio di un apparato di sicurezza che poggiava sugli Stati Uniti», ha detto Terzi a margine di un convegno organizzato a pochi passi dal Vaticano dagli Eventi Elea. «Credo si possa dare fiducia al governo Maliki», ha detto il titolare della Farnesina aggiungendo che è auspicabile che «un dialogo tra le forze politiche si intensifichi, coinvolga tutte le forze uscite dalle elezioni e riesca a superare questa terribile esplosione di violenza».
«Mi auguro - ha detto ancora Terzi - che sia un fenomeno momentaneo e che il paese ritrovi la sua sicurezza fondamentale. Guardiamo con preoccupazione alla situazione ma con una fiducia di fondo sul futuro del paese», ha detto il ministro degli Esteri sottolineando che l'Iraq «è un partner molto importante per l'Italia e le relazioni si sono sviluppate in modo molto positivo».
Terzi è intervenuto ad una tavola rotonda sul recente messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace con il suo omologo vaticano, mons. Dominique Mamberti, incontrato per la seconda volta in pochi giorni dopo un recente convegno all'ambasciata italiana presso la Santa Sede.

Gran Bretagna: attentati «vili», appello per il dialogo - Il ministro degli Esteri britannico William Hague ha condannato i «vili» attentati messi a segno questa mattina a Baghdad e invitato tutti i dirigenti politici e confessionali iracheni a promuovere il dialogo per garantire la stabilità politica dell'Iraq.
«Condanno gli attacchi avvenuti a Baghdad questa mattina e che hanno provocato numerosi morti e feriti», ha dichiarato Hague in un comunicato, alcune ore dopo l'esplosione - apparentemente coordinata - di una decina di bombe che hanno ucciso almeno 57 persone e provocato 176 feriti. «Questi attentati sciolti si verificano in un periodo di tensione politica in Iraq», ha sottolineato il capo della diplomazia britannica, che «spera che i dirigenti di tutto lo spettro politico e confessionale lavorino insieme per promuovere un dialogo e garantire la stabilità politica dell'Iraq e costruire un futuro stabile».
Il Regno Unito «sosterrà gli sforzi dell'Iraq per superare l'estremismo e il terrorismo», ha concluso. Queste violenze a Baghdad sono le prime dall'inizio della crisi politica che minaccia la tregua tra le varie forze del Paese e fa temere un ritorno delle violenze confessionali, alcuni giorni dopo il ritiro delle truppe americane. Il Regno Unito aveva partecipato al fianco degli Stati Uniti all'invasione dell'Iraq nel 2003. Le truppe britanniche hanno messo fine alla loro presenza nel Paese nel 2009.

La Siria condanna gli attacchi coordinati a Baghdad - La Siria ha denunciato gli attentati che hanno provocato decine di morti a Baghdad. Lo ha indicato il ministero degli Esteri in un comunicato. Il ministero denuncia «nei termini più duri gli attentati terroristici che hanno scosso Bagdad giovedì», ha affermato il comunicato. Ha «espresso le condoglianze sincere e la sua compassione alle famiglie delle vittime, con la speranza che la sicurezza e la stabilità regnino in Iraq».

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