11 dicembre 2019
Aggiornato 08:30

Il Mississippi boccia la legge anti-aborto

L'emendamento estendeva il concetto di «persona» a uovo fecondato. La proposta è stata bocciata con oltre il 55% dei voti contrari, evitando il corto circuito legale che si sarebbe scatenato nel caso fosse diventata legge

NEW YORK - Il Mississippi ha bocciato la Proposition 26, l'emendamento che chiedeva di far rientrare nel concetto di «persona» anche l'ovulo fecondato. La proposta è stata bocciata con oltre il 55% dei voti contrari, evitando il corto circuito legale che si sarebbe scatenato nel caso fosse diventata legge.
La proposition 26 stabiliva che la vita ha inizio nel momento della fecondazione, della clonazione o di qualsiasi altro equivalente. In questo modo sarebbe diventato illegale nello Stato non solo l'aborto - di qualsiasi tipo, anche nei casi di stupro o incesto - ma anche l'uso di certi contraccettivi e le sperimentazioni sugli embrioni in laboratorio. Con l'aborto paragonato a tutti gli effetti ad un omicidio, per i medici sarebbe diventato impossibile interrompere la gravidanza anche nel caso ciò fosse stato necessario per salvare la vita della madre.

Ginepraio legale - L'emendamento al voto nel Mississippi sarebbe stato il primo a mettere direttamente in discussione la celebre sentenza della Corte Suprema federale Roe v. Wade del 1973, uno dei precedenti più importanti sull'aborto negli Stati Uniti che vieta ai singoli stati di mettere al bando l'aborto prima che il feto diventi in grado di sopravvivere al di fuori dell'utero materno. E la sua approvazione avrebbe causato un ginepraio legale che, se portato alle sue estreme conseguenze, avrebbe avuto risvolti davvero paradossali. Alla definizione di «persona» sono infatti attaccati una serie di diritti che sarebbe stato praticamente impossibile far valere per gli embrioni. Come, ad esempio, si sarebbe potuto conteggiare feti e ovuli fecondati nei censimenti, nelle dichiarazioni dei redditi familiari, nelle liste elettorali?

I proponenti dell'emendamento, comunque, non si danno per vinti. Secondo quanto dichiarato a Businessweek da Keith Mason, presidente del gruppo Personhood USA, a sostegno della Proposition 26, campagne propagandistiche per votare proposte di legge simili sono in atto in 14 stati.