21 novembre 2019
Aggiornato 13:30
Corte europea dei diritti dell'Uomo

Yukos, a Strasburgo il verdetto sulla richiesta di mega-risarcimento

I legali della società smantellata hanno chiesto 98 miliardi. Il patron Mikhail Khodorkovsky in carcere dal 2003

STRASBURGO - E' atteso per oggi il verdetto della Corte europea dei diritti dell'Uomo sulla richiesta di un mega-risarcimento presentata dall'ex società petrolifera russa Yukos, liquidata nel 2007: i suoi rappresentanti chiedono 98 miliardi di dollari come indennizzo per «esproprio illegale». La cifra, di gran lunga la più alta mai richiesta tramite la Corte di Strasburgo, è enorme anche per la Russia. Equivale, infatti, a circa a circa il doppio del suo bilancio annuale per la Difesa.

Fondata nel 1993 e privatizzata a metà anni novanta, Yukos diventò velocemente il fiore all'occhiello del settore petrolifero russo, per arrivare al fallimento nel 2006, soffocata dalle tasse e le multe imposte dallo stato. La società venne poi smantellata a colpi di aste, mentre il patron Mikhail Khodorkovsky - in carcere dal 2003 - rispondeva davanti alla giustizia russa per evasione fiscale, frode nei confronti dello stato e altri reati connessi. Ex uomo più ricco di Russia, al saldo del secondo processo e di una minima revisione di pena, Khodorkosvky deve ora scontare complessivamente 13 anni di prigione, in un caso considerato frutto dello scontro con l'allora presidente Vladimir Putin più che di reali problemi giudiziari.