15 luglio 2020
Aggiornato 14:00
Giappone | Politica

Yoshihiko Noda è il nuovo premier giapponese

Il Ministro delle Finanze del governo uscente eletto oggi dalla Camera dei deputati. Greenpeace: «Ritardare l'apertura delle scuole contaminate»

TOKYO - Yoshihiko Noda è il nuovo premier giapponese. Il neo presidente del Partito democratico del Giappone è stato eletto dalla Camera dei deputati al posto di Naoto Kan, che nella mattinata aveva presentato le dimissioni assieme al suo governo.
Ministro delle Finanze del governo uscente, Noda, 54 anni, strenuo sostenitore di una linea di rigore budgetario, ha ottenuto 308 voti su un totale di 475 suffragi espressi dall'assemblea, dove il Pdj gode di una netta maggioranza.
Questa mattina, poche ore prima della seduta parlamentare, Naoto Kan e il suo governo avevano presentato le dimissioni formali.
Yoshihiko Noda era stato eletto ieri presidente del Partito democratico del Giappone.

Greenpeace: «Ritardare l'apertura delle scuole contaminate» - Greenpeace chiede al nuovo primo ministro giapponese, Yoshihiko Noda, di posticipare l'apertura delle scuole a Fukushima in programma per il primo settembre, dopo che un team esperti di Greenpeace ha trovato tassi di radioattività superiori agli standard di sicurezza internazionali. L'associazione ambientalista denuncia inoltre che l'annuncio del governo di un nuovo «piano di decontaminazione» è gravemente in ritardo e inadeguato.
Tra il 17 e il 19 agosto 2011, riferisce una nota, un team di esperti in radioattività di Greenpeace ha svolto delle analisi in una scuola superiore, in un asilo e in un centro di assistenza all'infanzia nella città di Fukushima. I risultati delle analisi hanno evidenziato tassi di radioattività di 1.5 µSv/h a un metro dal suolo in una scuola che era stata già decontaminata dalle autorità e 2 µSv/h a un metro dal suolo in un parco del centro cittadino. Questi livelli di radioattività, oltre 15 volte superiori agli standard di sicurezza internazionali, «dimostrano che gli sforzi delle autorità per decontaminare l'area - spiega Greenpeace - non sono sufficienti a garantire la salute dei bambini».
Il team di Greenpeace ha inoltre scoperto che, mentre i tassi di radioattività media rimangono al di sopra della dose massima consentita di 1mSv/anno in molte aree già decontaminate dalle autorità, una diminuzione dei livelli di radiazioni è stata registrata in luoghi dove le comunità locali hanno svolto ulteriori attività di pulizia.