2 marzo 2021
Aggiornato 12:30
La guerra di Tripoli

Nuovo messaggio audio di Gheddafi: «Sconfiggere il nemico»

Dal rais nuovo appello alla lotta armata. Nella capitale la situazione appare ancora confusa, nonostante i ribelli controllino in pratica la città

TRIPOLI - Muammar Gheddafi ha lanciato un nuovo appello alla lotta armata per sconfiggere «il nemico», in un messaggio audio trasmesso dalla rete televisiva Al-Uruba e indirizzato alla popolazione di Sirte, sua città natale.
I ribelli raccontano di un Muammar Gheddafi asserragliato in un complesso residenziale a Tripoli, non lontano dal bunker di Bab al-Aziziya. Con lui, forse, uno o più figli. «Oggi finiremo il lavoro» ha dichiarato uno degli insorti. Ma la notizia non può essere confermata: nessuno sa con esattezza dove si trovi il Colonnello. Ed è difficile correre dietro a ogni voce che si diffonde: una delle più insistenti è che il Colonnello si trovi invece a Sirte, sua città natale, a circa 40 chilometri dalla capitale.

A Tripoli e in altre zone del Paese si continua a combattere. Nella capitale, in particolar modo, la situazione appare ancora confusa, nonostante i ribelli controllino in pratica la città. Soprattutto nell'area dell'hotel Corinthia, bersaglio nel primo pomeriggio dei cecchini. Scambi di colpi tra lealisti e insorti si sarebbero protratti per circa 45 minuti all'interno e all'esterno dell'albergo, dove si trovavano anche i quattro giornalisti italiani sequestrati ieri e rilasciati poche ore prima.
La Nato, intanto, ha fatto sapere che la sua missione proseguirà fino a quando le forze di Gheddafi non saranno sconfitte, per garantire protezione ai civili. Ma Gheddafi, ha specificato, non è fra i suoi obiettivi specifici e non esiste alcuna coordinazione militare tra le forze dell'Alleanza e i soldati del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) libico.

Centinaia di mercenari sarebbero stati arrestati dai ribelli libici: gli stranieri, ormai, sono la spina dorsale delle forze leali a Muammar Gheddafi, con i soldati dell'esercito libico passati con gli insorti o fuggiti.
Arresti, ma anche esecuzioni: in un campo militare di Tripoli, sono stati trovati i corpi di oltre 30 uomini, probabilmente soldati lealisti, crivellati di colpi d'arma da fuoco. Almeno in due erano ammanettati.