3 aprile 2020
Aggiornato 23:00
Giovedì arriva il Papa

Al via a Madrid la Giornata mondiale gioventù

Un milione ragazzi. Domani manifestazione di protesta per i costi dell'evento

CITTÀ DEL VATICANO - Prende il via oggi a Madrid la Giornata mondiale della Gioventù (16-21 agosto). Migliaia i giovani già arrivati nella capitale spagnola da ogni parte del mondo: sono attesi oltre un milione di ragazzi. Giovedì arriva il Papa e rimane nella capitale spagnola per quattro giorni. Domani, intanto, avrà luogo una manifestazione di protesta di indignados e associazioni laiche.

Quella di Madrid è la ventiseiesima edizione delle «Gmg». Quest'anno il grande happening di giovani cattolici è intitolato Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede, motto tratto dalla Lettera di San Paolo ai Colossesi contenuta nel Nuovo testamento. La messa di inaugurazione sarà presieduta questa sera alle 20 dal cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Rouco Varela, nella Plaza de la Cibeles a Madrid. L'eucaristia sarà dedicata al beato Giovanni Paolo II, che ha inventato le Giornate mondiali della Gioventù.

«L'evangelizzazione ha come fondamento l'annuncio di Gesù Cristo risuscitato», ha detto ai microfoni di Radio vaticana il Cardinale Rouco Varela. «E' questo che si vivrà a Madrid nell'arco di tutta la settimana in forma super esplicita nelle celebrazioni liturgiche, molto esplicita nelle catechesi, e anche implicita, ma con moltissima espressività, in tutto il programma di attività culturali, artistiche e sociali che caratterizzano quest'avvenimento, specificatamente nelle sue serate; ma soprattutto molto esplicita nelle moltissime ore di preghiera e di adorazione che avranno luogo a Madrid durante tutta la settimana».

Nella capitale spagnola sono attesi un milione di giovani, la maggior parte proveniente dai paesi europei. Dall'Italia è prevista una presenza di 100 mila giovani, oltre 100 vescovi, 2000 sacerdoti. Un numero elevato di giovani che è «indice di una domanda diffusa, quella di essere accompagnati in un apprendistato all'arte di vivere di cui la Chiesa si fa carico nella sua dimensione educativa», afferma al Servizio informazione religiosa («Sir») il portavoce della Cei, mons. Domenico Pompili.

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