20 novembre 2019
Aggiornato 04:30
Gran Bretagna | Editoria

Economist: Lo scandalo va ben oltre «News of the World»

Cameron «incredibilmente codardo e miope» a non agire con forza

LONDRA - Lo scandalo delle intercettazioni che ha travolto il tabloid britannico News of The World di Rupert Murdoch rischia di non essere un caso isolato e solleva domande inquietanti su tutto il sistema del rapporto fra media, polizia e politica in Gran Bretagna. La denuncia arriva nell'ultimo numero dell'autorevole settimanale The Economist, che in un articolo intitolato «Street of Shame» («La strada della vergogna«), scritto prima della decisione di Murdoch di chiudere il tabloid, parla di «una puzza che va molto al di là» della redazione del tabloid incriminato.

Innanzitutto l'Economist osserva come già nel 2006 il Commissario all'Informazione avesse rivelato come l'uso di detective privati fosse molto diffuso nella stampa scandalistica britannica: e durante tutte le fasi dello scandalo, gli altri tabloid hanno mantenuto un silenzio inquietante sulla vicenda. «Potrebbe emergere che il giornale (News of the World) era solo il fuorilegge più entusiasta e senza scrupoli», scrive il settimanale. Poi, la polizia: le indagini iniziali di Scotland Yard sul caso sono state «pietose» e i poliziotti sono «pappa e ciccia» con i giornali popolari. L'intesa tacita è: vi diamo le storie, e voi aumentate il livello di allarme sulla criminalità. Senza parlare dei gravi indizi emersi finora di veri e propri pagamenti in denaro fatti da News of the World alla polizia per avere soffiate.

Ma anche la politica è «macchiata» da questo scandalo, scrive l'Economist. al posto di favorire severe indagini, i politici hanno aiutato la cultura dei tabloid a prosperare: Alistair Campbell, il potente capo della Comunicazione di Tony Blair, veniva dal Daily Mirror; e ora Andy Coulson, ex direttore di News of the World, è capo della comunicazione di David Cameron. E membri del governo e parlamentari sembrano subire un tacito ricatto dai tabloid, che ormai sanno troppo su di loro.

Ma allora, qual è la soluzione? Non un controllo regolamentare del governo sulla stampa, secondo l'Economist, che ricorda come la Gran Bretagna abbia già una delle leggi sulla diffamazione più dure del mondo. L'obiettivo, dopo le dimissioni di chiunque abbia avuto a che fare con lo scandalo nel tabloid incriminato, dovrebbe essere un'inchiesta giudiziaria, che riguardi anche altri giornali e non risparmi la polizia. Se sarà un lago di sangue, meglio così, dice il settimanale, secondo cui «il rifiuto di David Cameron di andare avanti su questa strada è incredibilmente codardo e miope».

Sulla vicenda di BSkyB, invece, la tv satellitare sul cui acquisto da parte di Murdoch il governo di Londra si apprestava a dare la sua luce verde e che invece ora potrebbe essere ritardato a settembre per valutarlo meglio, l'Economist ritiene che questa non sia la giusta 'punizione' per lo scandalo: l'autorità per le comunicazioni britannica può decidere in qualsiasi momento di ritirare una licenza, se ce ne fossero seri motivi.