Nuovo approccio rivela una debolezza del virus Hiv
A Boston uso rivoluzionario di una teoria statistica che potrebbe aprire una nuova strada ad un vaccino
NEW YORK - Una teoria basata sulla statistica e applicata spesso al mercato azionario ha permesso di scoprire un tallone d'Achille del virus Hiv, che potrebbe aprire una nuova strada ad un vaccino. Secondo uno studio del Ragon Institute di Boston, centro creato congiuntamente dal Massachusetts General Hospital, dal Massachusetts Institute of Technology e dall'università di Harvard, alcuni settori (ovvero gruppi di aminoacidi) del virus non sono soggetti alle mutazioni costanti che rendono difficile a medicinali e vaccini attaccarlo.
«Settore 3» - La teoria delle matrici random, usata di solito per trovare correlazioni nel mercato azionario, ha permesso di individuare con criteri puramente matematici il settore del virus che tollerava meno di tutti le mutazioni. Denominato «settore 3», forma parte della struttura interna del virus e se subisce troppe mutazioni si indebolisce, facendo crollare il capside, o guscio interno, del virus.
Di qui la conclusione formulata dallo studio che un vaccino anti-Aids per avere successo deve essere diretto contro il settore 3 e le altre regioni a bassa mutazione del virus Hiv, piuttosto che attaccare indiscriminatamente. Conclusione che fa il paio con il fatto che alcune centinaia di pazienti sono in grado di controllare il virus senza l'uso di medicinali, e che i sistemi immunitari di questi pazienti attaccano soprattutto il settore 3.
Un'ipotesi che peraltro «deve essere ancora messa alla prova», ha detto al Wall Street Journal Dan Barouch, professore di medicina a Harvard e ricercatore al Ragon Institute. Test che avverrà presto su delle scimmie in laboratorio.
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