12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Il Pontefice ha incontrato a Zagabria le autorità civili e religiose locali

«Se la coscienza è un fatto soggettivo a rischio la qualità della Democrazia»

«Va riscoperta quale luogo dell'ascolto della verità e del bene»

ZAGABRIA - Secondo Benedetto XVI il tema della coscienza «è fondamentale per una società libera e giusta, sia a livello nazionale che sovranazionale». Incontrando a Zagabria le autorità civili e religiose locali il papa ha affermato che «le grandi conquiste dell'età moderna, cioè il riconoscimento e la garanzia della libertà di coscienza, dei diritti umani, della libertà della scienza e, quindi, di una società libera, sono da confermare e da sviluppare mantenendo però aperte la razionalità e la libertà al loro fondamento trascendente, per evitare che tali conquiste si auto-cancellino, come purtroppo dobbiamo constatare in non pochi casi».

«LUOGO DELL'ASCOLTO DELLA VERITÀ» - A giudizio del pontefice «la qualità della vita sociale e civile, la qualità della democrazia dipendono in buona parte da questo punto critico che è la coscienza, da come la si intende e da quanto si investe sulla sua formazione. Se la coscienza, secondo il prevalente pensiero moderno, viene ridotta all'ambito del soggettivo, in cui si relegano la religione e la morale, la crisi dell'Occidente non ha rimedio e l'Europa è destinata all'involuzione. Se invece la coscienza viene riscoperta quale luogo dell'ascolto della verità e del bene, luogo della responsabilità davanti a Dio e ai fratelli in umanità - che è la forza contro ogni dittatura - allora c'è speranza per il futuro».