20 ottobre 2019
Aggiornato 07:30
Crisi libica

Tripoli denuncia l'«assedio» della Nato dopo l'attacco a navi

Distrutte 8 navi da guerra. Tripoli: Erano della Guardia Costiera

TRIPOLI - Il regime libico denuncia un «assedio» marittimo della Nato dopo la distruzione di otto navi da guerra avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì nei porti di Tripoli, Khoms e Sirte.

«Le otto navi distrutte appartengono alla Guardia costiera libica e non superano i cinquanta metri di lunghezza», ha detto in conferenza stampa il comandante Omran Al-Ferjani, capo della Guardia costiera. Tra le navi distrutte figura una sola fregata di un centinaio di metri di lunghezza, che era nel porto di Tripoli per manutenzione, ha aggiunto il comandante. Denunciando un «assedio marittimo», Al-Ferjani ha quindi sottolineato come nessuna nave della marina o della Guardia costiera abbia più lasciato il porto dal 25 marzo scorso, quando «abbiamo ricevuto una notifica della Nato che vieta alle nostre barche di navigare anche nelle acque territoriali».

Da parte sua, la Nato ha motivato l'attacco con «l'escalation nell'uso della forza navale» da parte del regime, per cui l'Alleanza Atlantica «non ha avuto altra scelta che agire con decisione per proteggere la popolazione civile della Libia e le propri forze marittime».