Crisi libica, Russia e Cina reclamano la tregua
Il Ministro degli Esteri russo Lavrov critica il Gruppo di Contatto «autoproclamatosi»
MOSCA - La Russia e la Cina hanno dichiarato di volere unire i loro sforzi per ottenere una «tregua» in Libia, ribadendo la loro opposizione di principio a qualsiasi ingerenza e, in particolare, a un intervento terrestre. «Abbiamo deciso di coordinare i nostri sforzi per permettere la stabilizzazione della situazione e impedire sviluppi incontrollabili» in Libia, ha dichiarato il ministro russo degli Affari esteri Sergey Lavrov, al termine di un incontro con il suo omologo cinese Yang Jiechi.
Mosca e Pechino condividono l'opinione secondo la quale «ogni popolo deve determinare esso stesso il suo destino, senza ingerenze», ha sottolineato il ministro russo. «La nostra convinzione è che l'obiettivo più importante è ottenere una tregua immediata», ha dichiarato da parte sua il collega cinese, sottolineando che il suo paese «si pronuncia sempre contro il ricorso alla forza nelle relazioni internazionali».
Lavrov, d'altra parte, ha criticato l'intenzione che secondo lui avrebbe il Gruppo di contatto sulla Libia, al quale non partecipano né Mosca né Pechino, di estendere la sua competenza ad altre crisi della regione. «Questa struttura, che si è autoproclamata, tenta sempre più di attribuirsi un ruolo principale nella determinazione della politica della Comunità internazionale riguardo alla Libia, e non soltanto della Libia», ha dichiarato. «Ci sono voci secondo le quali questa stessa struttura ha deciso di fare altrettanto per altri paesi della regione», ha aggiunto il ministro russo.
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