21 novembre 2019
Aggiornato 04:30
Crisi libica

No del Rais al cessate il fuoco. Saif tratta con Gran Bretagna e Italia

La moglie di Mussa Kussa arrestata dal regime libico

BREGA - Il regime di Tripoli ha respinto la proposta di cessate il fuoco avanzata ieri dal Consiglio nazionale di transizione, bollandola come un «trucco», e ha accusato la coalizione internazionale di «crimini contro l'umanità». Sul terreno, i ribelli affermano di aver riconquistato Brega mentre potrebbe iniziare già questo fine settimana il disimpegno delle forze militari Usa. E da Londra giungono nuovi dettagli sulla defezione 'eccellente' del ministri degli esteri libico Mussa Kussa. Il suo abbandono avrebbe profondamente scioccato il Rais mentre Mussa, dal canto suo, non nasconde di temere per la propria famiglia e la stampa britannica rivela che sua moglie sarebbe stata arrestata dai lealisti. Saif al islam, intanto, secondo la stampa britannica starebbe trattando con britannici e italiani.

I ribelli non hanno mai offerto alcuna pace - ha detto il portavoce del regime Mussa Ibrahim - loro sono quelli che hanno offerto la pace diverse settimane fa e che dicevano di essere pronti a trattare. I ribelli non stanno offrendo la pace. Se avanzi richieste impossibili, è solo un trucco, un trucco ... non lasceremo le nostre città, le città del governo libico». Ieri, il capo dell'opposizione libica, Mustafa Abdul Jalil, aveva infatti posto come condizione per il cessate il fuoco la fine dell'assedio alle città libiche. Tripoli ha anche accusato la coalizione internazionale di commettere «crimini contro l'umanità» bombardando i civili, in particolare a est. Secondo Ibrahim, sei civili sarebbero rimasti uccisi nei raid lanciati giovedì scorso nei pressi di Brega.

Sul fronte della diplomazia, è di questa mattina la notizia di contatti e trattative a cui starebbe lavorando Saif al islam, il figlio di Gheddafi. Saif, dice la stampa britannica, starebbe cercando di entrare in contatto con l'intelligence britannica e italiana, tanto da alimentare il sospetto che sia pronto ad abbandonare il padre. Stando a quanto riferisce oggi il Mail, i britannici avrebbero escluso qualsiasi ruolo per Saif nel futuro della Libia, affermando invece di essere pronti ad ospitarlo qualora decidesse di abbandonare il regime, seguendo l'esempio dell'ex ministro degli Esteri libico, Mussa Kussa.

Sul terreno, mentre gli insorti annunciano di essere tornati ad avanzare verso ovest e di aver ripreso il centro petrolifero di Brega, la novità potrebbe venire dagli Usa. Dopo l'assunzione del comando della missione da parte della nato, L'esercito americano sarebbe pronto a ritirare i suoi aerei da combattimento e i suoi missili Tomahawks.

Fa ancora notizia, infine, la defezione «eccellente» di Mussa Kussa. Il leader libico Muammar Gheddafi sarebbe rimasto «senza parole, scioccato» dalla sua fuga secondo quanto riferito al quotidiano panarabo al Sharq al Awsat da fonti vicine al colonnello. Le stesse fonti affermano che anche il capo dell'intelligence libica, Bouzeid Dorda, il Presidente del Parlamento, Abu al-Qasim al-Zawi, e il premier al Baghdadi al-Mahmudi starebbero per voltare le spalle a Gheddafi, insieme altri tre alti funzionari del regime. Ma il colonello, oltre a non avere alcuna intenzione di arrendersi, passa al contrattacco e alle ritorsioni. Secondo quanto scrive il Telegraph, Mussa Kussa teme per la sua famiglia e già sua moglie sarebbe stata catturata dalle forze del regime di Tripoli e sottoposta a interrogatorio