UE, entrano in vigore le sanzioni contro Gheddafi e i suoi
Colpiti i familiari del rais e i vertici degli apparati militari
BRUXELLES - Da oggi è entrato in vigore il blocco dei beni dei sei principali componenti della famiglia Gheddafi e di 20 stretti collaboratori del regime libico. Il regolamento Ue - che dispone fra l'altro il congelamento di tutti i fondi e le risorse economiche di queste 26 persone - è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione ed è entrato immediatamente in vigore.
Il congelamento dei beni e il blocco dei visti, oltre al Colonnello colpiscono sua moglie Safiah Farkash al-Barassi, la figlia Aisha, e i figli Hannibal, Khamis, Mutassim, Saif al Islam, Mohammed, Saif al-Araab e Saadi. Il cognato della 'guida della rivoluzione' libica, Abu Shaariya, vicecapo per la sicurezza esterna, e due cugini del raìs, Ahmed Mohamed e Said Mohammed al-Dam - sospettati di aver preso parte «direttamente» ad attività terroristiche, o comunque di essere «coinvolti in una campagna di omicidi di dissidenti» e «responsabili di diverse morti in Europa» - figurano anch'essi nella lista.
Seguono altri esponenti di spicco degli apparati di regime: Masoud Abdulhafiz, capo delle forze armate; il capo dell'antiterrorismo Abdussalam Mohamed Abdussalam; il direttore dell'intelligence militare Abdullah Al-Senussi e il suo vice Al-Barrani Ashkal; il capo del movimento dei 'comitati rivoluzionari' - ritenuti responsabili delle violenze di queste settimane contro i manifestanti - Omar Ashkal.
Il capo delle guardie del corpo di Gheddafi, Abdulqader Yusef Dibri, e il ministro della Difesa Abu Bakr Yunis Jabir sono anche loro messi all'indice, insieme ad Abu Zaid Umar Dorda, direttore dell'organizzazione per la sicurezza esterna; Matuq Mohames Matuq, segretario per i servizi; Bashir Saleh, capo di gabinetto di Gheddafi; Khaled Tohami, direttore dell'ufficio per la sicurezza interna, e Mohamed Busharya Farkash, responsabile dell'intelligence nell'ufficio per la sicurezza esterna. Oltre al congelamento dei beni e il divieto di espatrio, fra le sanzioni stabilite dall'Unione Europea c'è l'embargo sulla vendita di armi a qualsiasi persona o entità libica oltre che su ogni strumento che possa essere utilizzato ai fini della repressione.
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