14 giugno 2024
Aggiornato 08:00
Ginevra

Ripresa dei negoziati tra Teheran e gruppo «5+1»

Ieri l'Iran ha detto di controllare l'intero ciclo di produzione dell'uranio. Teheran risentita con l'Occidente per attentati contro scienziati

GINEVRA - Il gruppo di paesi del «Cinque più Uno» e l'Iran si ritrovano oggi e domani a Ginevra per riprendere i negoziati sul nucleare, a un punto morto da quattordici mesi, in un clima a dir poco pesante per gli attentati contro due scienziati iraniani e gli scoop di WikiLeaks.
Una ripresa dei colloqui «scossa» dall'annuncio iraniano di ieri sul controllo dell'intero ciclo di produzione dell'uranio, annuncio che la Casa Bianca - attraverso il portavoce Mike Hammer, ha definito «preoccupante».

Dopo oltre un anno d'interruzione, l'incontro tra il gruppo incaricato di negoziare sul nucleare di Teheran - formato dai membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) più la Germania - e la delegazione della repubblica islamica guidata da Said Jalili è considerato una nuova prova sulla reale volontà iraniana di negoziare su questo delicatissimo dossier. Questa riunione «è molto importante (...) non nel senso in cui produrrà risultati istantanei ma perché speriamo che porti a una riassunzione di impegno dell'Iran» nel processo di negoziati, ha spiegato una fonte europea.

Scottata dalla riunione del 2009 dove l'Iran aveva concesso il suo via libera sul principio di un arricchimento del suo uranio all'estero che poi non si è mai realizzato, l'Unione europea, intermediaria per le grandi potenze, ha ridimensionato di fatto le sue ambizioni. Ginevra sarà il «punto di partenza di un processo» e si prefiggerà principalmente «di parlare del programma nucleare», ha spiegato il portavoce del capo della diplomazia europea Catherine Ashton, attesa a Ginevra.

L'appuntamento si annuncia delicato, visto che l'Iran rifiuta l'ordine del giorno degli occidentali, contro i quali è particolarmente risentito perchè li ritiene responsabili dei due attentati che hanno preso di mira lunedì due specialisti del nucleare iraniano. Furioso, il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha assicurato che l'Iran non rinuncerà mai all'arricchimento di uranio e che la questione «non è negoziabile».
Questa dichiarazione senza appello è stata seguita da una valanga di interventi energici di responsabili iraniani, mentre le rivelazioni del sito WikiLeaks gettano benzina sul fuoco. Venerdì il capo della diplomazia americana, Hillary Clinton, ha tentato di riportare il dibattito nella sua cornice originaria. Ha invitato Teheran a uno spirito «costruttivo» e un dialogo serio sul nucleare, che preoccupa i suoi vicini. Ha inoltre aperto la porta a un arricchimento di uranio da parte del Paese quando avrà dato garanzie sulle sue intenzioni.