19 gennaio 2020
Aggiornato 16:00
Afghanistan

La Nato scorta i talebani che trattano con Kabul

Il Presidente afgano Karzai tratta con shura di Quetta, rete Haqqani e shura Peshawar. Il Pakistan escluso dai colloqui di pace

NEW YORK - I colloqui per porre fine alla guerra in Afghanistan vedono coinvolti i comandanti talebani di più alto livello della leadership del movimento, che stanno segretamente lasciando i loro santuari in Pakistan con l'aiuto delle truppe Nato. Lo riporta oggi il quotidiano americano The New York Times.
Il governo del Presidente Hamid Karzai sta trattando con i talebani della shura di Quetta, l'organizzazione con base in Pakistan che rappresenta il centro di comando dell'intero movimento, con i leader della rete Haqqani, ritenuta la più feroce nei combattimenti, e con i membri della shura di Peshawar, i cui combattenti hanno base nell'Afghanistan orientale. Stando a quanto riferito da fonti afgane al Nyt, i leader talebani che accettano di dialogare con Kabul, lasciando i loro santuari in Pakistan, ottengono l'assicurazione di non essere arrestati o attaccati dalle forze Nato.
In almeno un caso, scrive il quotidiano, i leader talebani hanno attraversato il confine e sono saliti a bordo di un velivolo Nato per raggiungere Kabul. In altre occasioni, le truppe dell'Alleanza Atlantica hanno garantito la sicurezza delle strade percorse dai talebani per raggiungere le aree sotto controllo Nato o afgano dove si tenevano i colloqui. La maggior parte degli incontri si è tenuta fuori Kabul, secondo quanto precisato da un funzionario afgano.

Sono almeno quattro i leader talebani coinvolti nei colloqui: tre della shura di Quetta e uno della rete Haqqani. I negoziati sono ancora in fase preliminare, in parte perchè le autorità afgane e americane stanno cercando di determinare quanta influenza esercitino i capi talebani nelle loro organizzazioni. «Si tratta di colloqui faccia a faccia - ha riferito un funzionario afgano - non si tratta di fare un favore agli americani o a Karzai. Si tratta di fare l'interesse del popolo afgano. Questi colloqui sono basati su relazioni personali. Quando i talebani vedono che possono viaggiare nel loro Paese senza essere attaccati dagli americani, quando vedono che il governo è sovrano, allora si fidano di noi».

I colloqui in corso non vedono coinvolto il Pakistan, che si ritiene eserciti una sorta di controllo sulla leadership talebana. Lo stesso Mullah Omar, il leader di tutti i talebani, viene tenuto fuori dal negoziato in parte perchè ritenuto troppo vicino all'intelligence pachistana. Gli afgani che in passato hanno preso parte o hanno solo favorito negoziati di pace sono stati uccisi dai loro comandanti talebani, spesso con la complicità dell'intelligence pachistana. «L'Isi tenterà di bloccare questi negoziati», ha detto il funzionario afgano, aggiungendo anche che «l'Isi li eliminerà», riferendosi alle persone coinvolte.