12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Medio Oriente

Obama all'Onu: Israele proroghi moratoria su colonie

La delegazione israeliana assente dall'aula per una festa religiosa

NEW YORK - E' stato un discorso ambizioso per cercare di restituire slancio ai negoziati di pace in Medio oriente, nella speranza che l'anno prossimo, si possa «accogliere un nuovo membro delle Nazioni Unite: uno Stato palestinese indipendente»: nel corso del suo intervento oggi all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha insistito nella richiesta a Israele di estendere la sua moratoria sulle costruzioni negli insediamenti in Cisgiordania. «La moratoria israeliana sulle colonie ha fatto la differenza sul terreno» ha detto Obama. «La nostra posizione sulla questione è molto chiara, e Israele dovrebbe estendere la moratoria» ha aggiunto.

Il congelamento delle costruzioni negli insediamenti, concesso dal governo israeliano alla fine dello scorso anno, scadrà a fine settembre. I palestinesi dal canto loro hanno minacciato di uscire dai colloqui di pace diretti con gli israeliani, riavviati lo scorso 2 settembre grazie alla mediazione degli Stati Uniti, se la moratoria non verrà prorogata.

Mentre Obama parlava la delegazione israeliana non era presente in sala, e la Cnn si è più volte soffermata con le sue telecamere sulle poltrone vuote riservate allo Stato ebraico al Palazzo di Vetro. Ma secondo Israele c'è una spiegazione non polemica per l'assenza dei delegati dello Stato ebraico. Oggi infatti è il primo giorno della festività del Sukkot, una delle più importanti in Israele, che ricorda la vita degli ebrei nel deserto mentre fuggivano dall'Egitto verso la terra promessa. Anche nota come Festa dei Tabernacoli, il Sukkot dura una settimana ma il primo giorno - che nel 2010 cade oggi - è celebrato come giorno festivo a tutti gli effetti.