22 luglio 2019
Aggiornato 04:00
Afghanistan

Minacce sul voto, ieri ucciso un militare italiano

I Talebani pronti ad attaccare per costringere le forze internazioanli a lasciare il paese

KABUL - Gli afgani si recheranno oggi alle urne per rinnovare l'Assemblea nazionale, un anno dopo le elezioni presidenziali, falsate da brogli massicci, che hanno sancito la conferma del presidente Hamid Karzai. Le operazioni di voto si svolgeranno proprio mentre l'insurrezione islamica continua a intensificare i suoi sforzi per costringere le forze internazionali a lasciare il paese. In ogni caso, la futura composizione dell'Assemblea non cambierà molto la fisionomia di un paese in cui il presidente concentra nelle sue mani tutto il potere e non è in grado, al momento, di restare saldo al suo posto senza la presenza dei circa 150.000 soldati delle forze internazionali.

LA MORTE DI ROMANI - Ieri alla vigilia delle elezioni, l'Italia ha pagato l'ennesimo, doloroso, tributo di sangue. In un'operazione della Task Force 45, le nostre truppe speciali dislocate a Farah, ha perso la vita oil tenente Alessandro Romani. E' la trentesima vittima italiana nel paese asiatico. Un altro militare, il primo caporal maggiore Elio Domenico Rapisarda, è rimasto ferito nella stessa circostanza: al momento, «salvo complicazioni, non è considerato in pericolo di vita», hanno riferito dal comando di Herat.
Secondo la ricostruzione fornita dal Regional Command Ovest, la Task Force 45 era impegnata nel tentativo di catturare quattro insorti che erano stati avvistati da un velivolo senza pilota dell'Aeronautica militare (Predator) mentre posizionavano un ordigno lungo la strada che collega Farah a Delaram. Giunti sul posto a bordo di un elicottero Chinook del Raggruppamento elicotteri per operazioni speciali (Reos), scortato da due Mangusta A-129, i militari italiani si sono dispiegati in modo da poter neutralizzare la minaccia. Ma una volta a terra, i due incursori sono stati attaccati a colpi d'arma da fuoco e sono stati feriti a una spalla.