6 dicembre 2019
Aggiornato 02:00

Iraq, gli USA restano con i «soldati privati»

56mila soldati andranno via a fine 2011 sostituiti da 7mila contractor civili. L'Amministrazione Obama punta sui «contractor»

BAGHDAD - L'ultima brigata da combattimento americana ha lasciato oggi il territorio iracheno, e la guerra in Iraq, durata circa sette anni e mezzo, può considerarsi virtualmente finita: ma per difendere i civili in un paese minacciato ancora dai terroristi di al Qaida e dalle milizie pro-iraniane, il Dipartimento di Stato Usa sta progettando di raddoppiare il numero di guardie private assunte in Iraq, portandolo a 7.000, stando a quanto rivelato al New York Times da fonti bene informate. E l'uso massiccio di contractor, che in Iraq nel 2007 si macchiarono della morte di 17 civili, potrebbe rivelarsi per Washington soltanto un male minore.

I «contractor» privati dovranno garantire la sicurezza di cinque sedi diplomatiche, e saranno dotati di radar, di strumenti per disinnescare ordigni esplosivi, e anche di droni per effettuare attività di ricognizione aerea. Fonti della Casa Bianca si dicono comunque ottimiste sul fatto che il trasferimento di responsabilità in Iraq dai militari ai civili - saranno complessivamente 2.400 le persone impiegate all'ambasciata di Baghdad e nelle altre sedi - avverrà secondo un calendario ben preciso, e che il personale coinvolto sarà in grado di contribuire alla stabilità del paese arabo.

Il calendario dei ritiri - Secondo il calendario dell'amministrazione Obama, dopo il 31 agosto resteranno comunque in Iraq 50.000 militari senza funzioni di combattimento, ma solo con ruolo di assistenza e di addestramento. L'insieme delle truppe americane dovrà comunque lasciare definitivamente il paese arabo entro la fine del 2011, sulla base agli accordi siglati tra Washington e Baghdad, ma come scrive oggi il New York Times, l'amministrazione Obama, per colmare il vuoto che verrà a crearsi, sta già pianificando il rafforzamento della presenza civile e diplomatica in Iraq.
Dall'ottobre 2011, riporta il New York Times, sarà infatti il Dipartimento di Stato ad assumere la responsabilità dell'addestramento delle forze di polizia irachene. Un compito che verrà assolto con l'ausilio di agenzie di sicurezza private. E in assenza di soldati americani pronti a intervenire per smorzare le tensioni settarie nel Kurdistan iracheno, spetterà sempre ai diplomatici americani assegnati alle due nuove sedi costate 100 milioni di dollari il compito di scongiurare possibili scontri tra l'esercito iracheno e i peshmerga curdi.